È tempo di depurare il proprio organismo

La sedentarietà e l’alimentazione ricca tipiche della stagione invernale provocano un importante accumulo di tossine che l’organismo, da solo, fatica a smaltire. Con l’arrivo della Primavera si avverte, quindi, la necessità di disintossicarsi. La depurazione è una pratica necessaria per mantenere in salute l’organismo e consiste nel liberarlo da tutte le scorie, tossine e impurità che si accumulano in seguito a processi fisiologici, come il continuo rinnovamento cellulare e il metabolismo alimentare, e in seguito all’introduzione di sostanze tossiche come additivi, conservanti, coloranti e farmaci. L’accumulo progressivo di tutte queste sostanze nocive ostacolano, rallentano e impediscono i normali processi vitali ed il continuo processo di rigenerazione cellulare. Pertanto, eliminare le tossine permette di supportare la funzionalità di tutti gli organi e, di conseguenza, anche delle difese immunitarie rendendo il corpo pronto ed efficace nel contrastare le aggressioni microbiche e attenuando anche i sintomi delle manifestazioni allergiche come asma e rinite, tipiche della stagione primaverile.
Le manifestazioni sintomatiche comuni dell’accumulo di tossine nell’organismo sono: cattiva digestione, eccessiva produzione di muco e manifestazioni catarrali, irregolarità intestinale, dolori muscolo-articolari, eccessiva sudorazione, stanchezza cronica, tendenza al sovrappeso ed obesità.

Il primo provvedimento da adottare per depurare l’organismo è quello di seguire abitudini alimentari corrette. A questo proposito sarà necessario ridurre le proteine animali (carne, formaggi e uova) alternandole con quelle di natura vegetale come i legumi (fagioli, piselli, fave, lenticchie, ceci e soia), limitare il consumo di grassi saturi preferendo quelli insaturi contenuti negli oli vegetali, consumare quotidianamente e in abbondanza verdure crude e frutta di stagione per garantire un apporto adeguato di vitamine e minerali che proteggono dagli effetti devastanti dei radicali liberi e bere almeno 2 litri di acqua oligominerale al giorno, lontano dai pasti, per facilitare la diuresi. Inoltre, la pratica di digiuni parziali di breve durata, definita come digiunoterapia, è salutare in quanto assicura periodi di riposo digestivo, purifica l’organismo, ridona energia ed elimina ciò che è superfluo e dannoso. È consigliabile, per esempio, la pratica di un digiuno parziale settimanale di 16 ore. Tale digiuno potrà consistere nel bere semplicemente acqua o nel consumare unicamente frutta di stagione o minestre vegetali.
Al corretto approccio alimentare è fondamentale associare poi una depurazione fitoterapica utile, soprattutto, in caso di sovrappeso, spossatezza, cambio di stagione, alterazioni nel metabolismo, irregolarità intestinale, difficoltà digestive e ritenzione idrica. Le piante officinali utilizzate nella disintossicazione dell’organismo sono le seguenti:

  • Aloe (Aloe arborescens). È una pianta che cresce spontanea nel Sudafrica, in Sudamerica e nelle regioni mediterranee. La sua caratteristica distintiva è quella di possedere enormi quantità di mucillagini che trattengono acqua anche in climi caldi e aridi, consentendole di sopravvivere in condizioni estremamente difficili.

L’Aloe arborescens ha dimostrato di possedere proprietà depurative, digestive e di aiuto alla regolarità intestinale. Il principale costituente è l’acemannano, un mucopolisaccaride che potenzia l’attività dei macrofagi impegnati nella distruzione delle scorie.

  • Bardana (Arctium lappa). I polifenoli di cui è ricca la radice svolgono un’attività coleretica, depurativa e diuretica. Gli estratti di questa pianta vengono utilizzati principalmente per la depurazione del fegato e della pelle.
  • Betulla (Betula alba). La linfa di questa pianta, oltre a favorire l’eliminazione delle scorie del metabolismo, possiede anche un effetto depurativo a livello della pelle.
  • Carciofo (Cynara scolymus). La cinarina, che rappresenta il più importante principio attivo della pianta, agisce a livello del metabolismo lipidico ed è in grado di aumentare la produzione di acidi biliari. Gli estratti di carciofo vengono anche impiegati in numerosi preparati destinati al trattamento dei disturbi digestivi legati alla pesantezza post-prandiale.
  • Cicoria (Cichorium intybus). È una pianta ricca di vitamine del gruppo B che svolge un’azione benefica sulla flora intestinale oltre a favorire la funzione digestiva ed epatobiliare, il drenaggio dei liquidi e il metabolismo dei carboidrati.
  • Crescione (Nasturtium officinale). Contiene grandi quantità di ferro, vitamina C e acido folico e rappresenta un vero e proprio diuretico naturale, in grado di contrastare la ritenzione di liquidi.
  • Rafano (Raphanus sativus). Viene impiegato in caso di inappetenza e difficoltà digestive, in quanto la sua assunzione incrementa la produzione degli acidi biliari che favorisce la digestione.
  • Tarassaco (Taraxacum officinale). Conosciuto anche come Dente di Leone o Soffione, è una pianta erbacea perenne estremamente diffusa, appartenente alla famiglia delle Asteracee. La pianta intera fiorita è utilizzata nella formulazione di prodotti indicati per la difficoltà digestiva e la ritenzione idrica; inoltre, svolge un’azione depurativa a livello del fegato e del rene.

Tutti questi estratti vegetali rientrano nella composizione di depurativi liquidi concentrati disponibili in flaconi o in bustine monodose facili daaprire. Per i prodotti conservati in flaconi si consiglia di norma l’assunzione di due cucchiai (15 ml) diluiti in un abbondante bicchiere d’acqua, da bere al mattino a digiuno; mentre per i prodotti disponibili in stick si consiglia di diluire 1 bustina in mezzo litro d’acqua da bere durante la giornata.