Antiparassitari veterinari: quali sono e come impiegarli

Gli ectoparassiti sono organismi che vivono sulla superficie esterna dell’ospite, oppure in cavità facilmente accessibili come bocca, naso e orecchie, e sono spesso motivo di allarmismo da parte dei detentori di animali domestici come cani e gatti. Gli ectoparassiti si possono differenziare in: parassiti permanenti e parassiti temporanei. I primi, dipendono dall’ospite non solo per la nutrizione, ma anche per altri fattori indispensabili alla loro sopravvivenza, come, ad esempio, la temperatura corporea; mentre, i secondi  possono condurre gran parte della loro vita nell’ambiente esterno e attaccano l’uomo e l’animale solo quando devono nutrirsi. Le ectoparassitosi di maggiore interesse sanitario sono perlopiù quelle causate da artropodi, i più famosi dei quali sono le zecche, le pulci, le zanzare e i pappataci, che possono fungere da vettori per la trasmissione di virus, batteri e altri parassiti che potrebbero causare gravi malattie.

Le zecche, appartenenti alla famiglia delle aracnidi, sono ectoparassiti temporanei che vivono gran parte della loro vita nell’ambiente esterno e attaccano l’animale solo per nutrirsi del suo sangue, infestandolo soprattutto tra la primavera e l’estate. Le loro dimensioni variano da pochi millimetri fino a raggiungere il centimetro di lunghezza dopo aver pasteggiato, per tale motivo non vengono spesso individuate con facilità. Numerose specie di zecche sono considerate pericolose poiché sono in grado di trasmettere all’ospite agenti patogeni responsabili di gravi patologie, come la malattia di Lyme, la meningoencefalite da zecche e la rickettsiosi.
In caso di infestazione, quindi, le zecche andrebbero rimosse. Tuttavia, questa pratica deve essere svolta con estrema cautela a causa del loro particolare apparato boccale di ancoraggio. Infatti, per potersi nutrire, sono dotate di un rostro che viene inserito nella cute dell’animale che, in seguito ad una rimozione troppo energica, potrebbe rompersi favorendo la liberazione del contenuto intestinale dove albergano gli agenti patogeni trasmessi da questi parassiti.
Le pulci sono piccoli insetti capaci di spiccare lunghi salti grazie alle due zampe posteriori estremamente forti. Hanno un ciclo vitale molto rapido che dura all’incirca 2 settimane e non s’interrompe neanche d’inverno, soprattutto quando si trovano in ambienti domestici riscaldati. Pertanto, una loro infestazione è piuttosto frequente e difficile da debellare. Le pulci adulte, nonostante siano ectoparassiti temporanei, vivono e si riproducono sull’animale senza mai abbandonarlo e depongono le uova prevalentemente di notte. Oltre a recare fastidio all’animale, le punture di pulce possono causare infiammazioni e forte prurito, dermatite allergica, trasmissione di germi, debilitazione, dimagrimento e, nei casi più gravi, anemia.
I ditteri sono insetti dotati di ali, quindi, in grado di volare e di spostarsi con facilità. Essi possono suddividersi in ematofagi e non ematofagi. Rispetto ai ditteri non ematofagi che sono dei semplici vettori di patogeni, quelli ematofagi vengono considerati dei veri e propri ectoparassiti. Tra questi ultimi, i più noti sono la zanzara comune e i pappataci, attivi da Aprile a Ottobre nelle ore serali e notturne, e la zanzara tigre che, invece, attacca le sue prede giorno e notte. Questi parassiti possono veicolare malattie come la Filariosi trasmessa dalle zanzare e la Leishmaniosi trasmessa dai pappataci.

Da queste considerazioni è facile intuire che gli ectoparassiti rappresentano un serio problema per la salute degli animali e dell’uomo, pertanto la prevenzione delle infestazioni rappresenta l’unica arma che il proprietario possiede nei confronti di una loro massiccia diffusione.
Si può agire sull’ambiente frequentato dall’animale con insetticidi ambientali, ma si deve scegliere soprattutto un buon prodotto antiparassitario che si adatti bene alla tipologia di animale domestico e alle sue abitudini. Tra gli antiparassitari più conosciuti vi sono:

  • Spot-on. Sono pipette monodose che, in base al prodotto acquistato, si applicano una o tre volte al mese sulla cute dell’animale nella zona interscapolare o lungo il dorso. Questi prodotti, attivi solo contro i parassiti esterni, si diffondono nello strato lipidico superficiale della pelle: i principi attivi non entrano perciò nel sangue e vengono lentamente eliminati con il fisiologico ricambio delle cellule cutanee. Tali prodotti non agiscono solo come semplici repellenti, ma sono in grado di uccidere i parassiti che riescono a venire a contatto con la cute dell’animale, offrendo, in questo modo, protezione dalle pericolose malattie che i parassiti possono veicolare, come ad esempio, la Leishmaniosi.

Si raccomanda  di applicare il contenuto della pipetta 2-3 giorni dopo aver fatto il bagno all’animale e non lavare l’animale per 2-3 giorni dopo il trattamento.

  • Spray. Come gli spot-on, agiscono sui parassiti per contatto svolgendo anche un effetto repellente. Tuttavia, per ottenere un grado di protezione ottimale è necessario nebulizzare il prodotto frequentemente sul pelo dell’animale. Anche in questo caso, si raccomanda di evitare il contatto con l’acqua per 2-3 giorni.
  • Collari. Sono dispositivi in grado di rilasciare gradualmente nel tempo il principio attivo proteggendo il cane e il gatto per periodi di 5-8 mesi. Il periodo di copertura dipende in particolare dal prodotto e, se viene a contatto con l’acqua, la loro durata di protezione si riduce.
  • Compresse o tavolette masticabili. Questi antiparassitari somministrati per via orale vengono assorbiti nel sangue e si distribuiscono in tutti gli organi. Uccidono pulci e zecche solo dopo che queste hanno punto l’animale, entrando così a contatto con il principio attivo. Pertanto, a differenza delle formulazioni sopra citate, non funzionano da repellenti.

La maggior parte degli antiparassitari per cane e gatto garantisce l’uccisione di pulci e zecche sia nella forma adulta che immatura. Molti di essi presentano, inoltre, un’azione repellente per 3-4 settimane nei confronti di zanzare e flebotomi (pappataci).
Si consiglia, infine, di iniziare il trattamento antiparassitario tra Aprile e Maggio, considerando che l’aumento della temperatura e dell’umidità favoriscono il moltiplicarsi degli ectoparassiti, e di continuarlo fino all’inizio dei primi freddi (Ottobre) anche se, sarebbe ideale garantire all’animale una protezione continua tutto l’anno.