Aloe: versatilità ed efficacia a 360°

L’Aloe barbadensis, conosciuta semplicemente come Aloe, è una pianta appartenente alla famiglia delle Liliacee, che raramente raggiunge il metro di altezza. Le foglie carnose, caratterizzate da margini dentati e apice mucronato, sono la parte da cui si estrae il succo che trova largo impiegato in ambito salutistico. Una volta raccolte esercitando un taglio netto alla base, vengono appese sopra dei contenitori che raccolgono il succo, il quale viene poi viene trattato in vari modi a seconda dell’uso che se ne vuole fare.
Il succo come tale è ricco di antrachinoni puri e aloine (note come barbaloina e isobarbaloina) che gli conferiscono una spiccata attività lassativa, rendendolo un prodotto estremamente efficace contro la stitichezza. La sua azione è talmente potente da essere considerato un vero e proprio purgante; per tale motivo, l’utilizzo del succo di aloe puro è limitato a particolari condizioni e viene combinato adeguatamente ad altri stimolanti antrachinonici (estratti da senna, frangola e rabarbaro) o a lassativi di massa, come lo Psilllio, per ridurre la sua potenza.
Essendo altamente evacuativo, è sufficiente l’assunzione di pochi grammi per produrre la sua azione stimolante. In seguito alla somministrazione, i principi antrachinonici contenuti nel succo non vengono degradati nello stomaco e raggiungono intatti il colon dove liberano la porzione molecolare, ad azione purgante, che agisce irritando la muscosa enterica e aumentando la peristalsi. Per tali motivi, l’uso del succo di aloe è controindicato a chi soffre di diverticolite e di malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn, in quanto provoca irritazione intestinale con crampi e dolori addominali. Il suo impiego è, inoltre, sconsigliato in gravidanza poiché gli antrachinoni possono aumentare la contrattilità uterina esponendo la donna al rischio di aborto.

Eliminando la componente antrachinonica dal succo di aloe puro è poi possibile ottenere il gel d’aloe, che non ha nulla a che vedere con le proprietà lassative. Il gel può anche essere estratto, direttamente, da specie selezionate geneticamente, per ridurre il contenuto in antrachinoni e renderle impiegabili esclusivamente per la produzione del gel. In seguito alla sua estrazione, il gel d’aloe viene opportunamente trattato e stabilizzato con conservanti per bloccare l’ossidazione dei componenti in esso presenti.
A seconda della lavorazione che subisce la materia prima e in base al quantitativo di acqua contenuto nel gel, è possibile ottenere prodotti per l’uso interno, impiegati come antinfiammatori e immunostimolanti, o formulazioni spalmabili per l’uso esterno. Tra le proprietà più importanti, il gel si utilizza esternamente come cicatrizzante e per il trattamento di scottature, bruciature ed eritemi solari.
La sua azione cicatrizzante è attribuita al suo elevato contenuto di vitamine e oligoelementi che stimolano la sintesi del collagene e dell’acido ialuronico. Applicato quotidianamente migliora, quindi, l’aspetto della pelle e contrasta il processo di invecchiamento; inoltre, crea un sottile strato protettivo sull’epidermide che la protegge dagli agenti atmosferici e dall’inquinamento. Grazie a queste azioni protettive e rigeneranti, il gel d’aloe può arricchire positivamente la composizione di una crema solare e, grazie alla sue proprietà idratanti e rinfrescanti, può essere utilizzato, puro, come doposole.
Infine, la presenza naturale di due ormoni, auxina e gibberellina, garantisce un’efficace azione antinfiammatoria utile nel trattamento della pelle a tendenza acneica.