Il fluoro: l’alleato contro la carie dei denti

Il fluoro è un oligoelemento fondamentale per la salute dell’organismo umano, poiché svolge un ruolo chiave in molti processi biologici ed è un elemento essenziale per la mineralizzazione delle ossa, rendendole più forti, e protegge lo smalto dei denti, evitando la formazione di carie e placca.
La carie è un’infezione dentale a decorso estremamente lento, causata da microrganismi che colonizzano il cavo orale. Il processo infettivo è favorito da fattori di natura esogena e da fattori costituzionali, ossia di natura endogena. Le cause endogene, tra cui la struttura dei denti e la composizione della saliva, sono i fattori predisponenti che intervengono nelle prime fasi del processo cariogeno e ne favoriscono l’insorgenza. La saliva svolge un ruolo fondamentale nel tamponare l’acidità orale e, grazie ad alcune sostanze in essa contenute, possiede un’azione antimicrobica, immunitaria e protettiva nei confronti degli agenti cariogeni. Pertanto, qualsiasi condizione che induca una riduzione della secrezione salivare predispone i denti all’attacco batterico. Le cause esogene, invece, non dipendono dalla costituzione del soggetto ma dal suo stile di vita e dall’ambiente che lo circonda. Le cause esterne che possono favorire un processo cariogeno sono:

  • Placca dentale, origina dalla deposizione di proteine e muocoidi salivari che formano una patina sulla superficie dentale sulla quale i batteri aderiscono e proliferano.
  • Composizione batteriologica orale. Nonostante esistano centinaia di microrganismi, nella cavità buccale e nella placca dentaria prevalgono lo Streptococcus mutans, il Lactobacillus acidophilus e gli actinomiceti. Tra questi, il lattobacillo ha un potere cariogeno più elevato. Infatti, esso si nutre del glucosio presente negli alimenti e produce acido lattico come prodotto di rifiuto, il quale, in seguito alla sua elevata acidità, è in grado di sciogliere lo smalto dentale, intaccando la dentina.
  • Un consumo eccessivo di zuccheri causa un’alterazione del naturale equilibrio batterico della bocca. Generalmente, un individuo tende a sviluppare meno carie se si alimenta correttamente e rispetta adeguatamente le buone norme igieniche del cavo orale.
  • Oltre a causare l’ingiallimento dei denti, è in grado di aumentare la suscettibilità alle carie in seguito al suo elevato contenuto di zuccheri. Inoltre, il fumo costituisce un rilevante fattore di rischio per la piorrea, una malattia parodontale responsabile della regressione gengivale che favorisce la progressiva esposizione dei colletti dentali all’attacco dei batteri protagonisti del processo cariogeno.

Infine, vi sono altri fattori che possono predisporre ulteriormente allo sviluppo delle carie. Tra i più noti si annoverano: età infantile e puberale, sesso femminile, gravidanza e scarsa igiene orale.

Inizialmente la carie è asintomatica, mentre negli stadi avanzati, quando i microrganismi si spingono più in profondità, il processo cariogeno dà origine a disturbi come forti mal di denti, alitosi e ipersensibilità dentale. II trattamento d’elezione per la cura della carie è rappresentato dall’otturazione, ovvero la sigillatura di tutte le fessure e canalicoli che i batteri, attaccando insistentemente smalto e dentina, hanno procurato al dente. Una carie non curata può andare incontro a complicanze come ascesso dentale, gengivite e piorrea. In tali casi, quando l’inarrestabile processo demolitivo ha intaccato anche la polpa dentale, sarà necessario ricorrere alla devitalizzazione del dente, mentre l’estrazione è riservata ai casi di estrema gravità, non risanabili mediante i trattamenti citati.

Se si vogliono mantenere i denti sani, prevenendo il rischio di insorgenza della carie, è necessario effettuare un’adeguata igiene orale quotidiana e moderare il consumo di dolciumi, sostituendoli con alimenti più salutari come frutta, verdura e cereali integrali.
Lavare bene i denti è un’operazione estremamente importante poiché riduce il numero di batteri e allontana i residui di cibo che hanno una potente azione cariogena. La scelta dello spazzolino deve adeguarsi alle caratteristiche strutturali dei denti, ma in generale deve avere le setole di durezza media e la testina capace di raggiungere ogni recesso della cavità orale. Una volta adoperato, lo spazzolino andrebbe igienizzato accuratamente per evitare la colonizzazione dei germi e dovrebbe essere sostituito ogni 3 mesi.

La fluoroprofilassi è la prevenzione della carie dentaria mediante l’impiego di questo elemento, che favorisce la formazione di uno smalto dentale più resistente all’attacco degli acidi e protegge i denti dalla placca batterica. Nell’adulto a basso rischio di carie è sufficiente impiegare dentifrici con contenuto standard di fluoro; mentre l’eventuale ricorso a specifici integratori orali, deve essere sempre discussa insieme al medico, il quale dovrebbe valutarne accuratamente l’apporto giornaliero attraverso l’alimentazione, poiché il dosaggio tossico di fluoro si colloca a valori appena superiori a quelli ottimali.
Nei bambini che presentano un elevato rischio di carie risulta necessario somministrare supplementi a base di fluoro attenendosi sempre alla posologia indicata dal pediatra, in quanto l’iperdosaggio può procurare una patologia ai denti chiamata fluorosi. Questa si manifesta inizialmente con uno scolorimento dello smalto dei denti e comparsa di macchie bianche che col tempo diventano delle vere e proprie erosioni superficiali. Inoltre, il fluoro si accumula nelle ossa determinando un’eccessiva densità ossea che ne riduce la flessibilità e le predispone alla frattura. Altre alterazioni potrebbero interessare il sistema immunitario e il sistema endocrino.