Quelle intollerabili Intolleranze Alimentari

Per intolleranza alimentare s’intende la difficoltà a scomporre alcuni alimenti che, rimanendo in forma macromolecolare all’interno dell’intestino, causano sintomi quali dolore addominale, gonfiore, diarrea, nausea, vomito, cefalea, eruzioni cutanee e prurito che si manifestano a poche ore di distanza dal consumo del cibo non tollerato.

L’intolleranza alimentare è un fenomeno completamente diverso dall’allergia, poiché la reazione non coinvolge il sistema immunitario ma è dovuta ad un malfunzionamento del sistema digestivo a causa di una carenza enzimatica e/o di una disbiosi, per questo i disturbi si presentano lentamente e spesso il paziente è in grado di consumare piccole quantità del cibo in questione senza il manifestarsi della sintomatologia. L’allergia, invece, è una reazione anormale del sistema immunitario che si attiva erroneamente verso specifiche proteine che si trovano in alcuni alimenti; in questo caso i sintomi insorgono molto rapidamente mettendo in pericolo la vita del soggetto.

La sintomatologia, in quanto comune ad altre condizioni patologiche, non è sufficiente per diagnosticare un’intolleranza. Pertanto, in genere, si procede in due step che comprendono, inizialmente, la redazione di un Diario Alimentare in cui vengono annotati i cibi consumati, i sintomi comparsi e i tempi di comparsa e, successivamente, previo consulto medico, l’osservanza di una dieta di eliminazione che consiste nella sospensione del consumo di un alimento per un periodo di tempo variabile dalle 2 alle 6 settimane, per valutare l’eventuale miglioramento dei sintomi. Tuttavia scoprire quali alimenti sono responsabili dell’intolleranza non è risolutivo perché, come detto precedentemente,  alla base di questa problematica, oltre ad una carenza metabolica, vi è anche un’alterazione della flora batterica.

Il mantenimento dell’eubiosi è una condizione indispensabile per garantire la salute dell’intero organismo. Nel tratto gastrointestinale la flora batterica costituisce un vero e proprio ecosistema che protegge la mucosa intestinale coadiuvando i processi digestivi delle sostanze alimentari ingerite e completando il lavoro digestivo svolto dal pancreas. In condizioni di disbiosi, tali sostanze non vengono adeguatamente demolite nei loro nutrienti di base e, rimanendo in forma macromolecolare, non possono essere assorbite dal microvilli intestinali e vanno incontro a fermentazioni. Inoltre, quando la flora batterica benefica scarseggia, ne approfittano i microrganismi patogeni che tra le altre cose, aggrediscono la mucosa intestinale alterandone  l’integrità indispensabile per assorbire correttamente i nutrienti e per selezionare efficacemente ciò che è utile all’organismo da ciò che invece è dannoso e, come tale, deve essere eliminato con le feci.  In seguito alla perdita dell’integrità intestinale accade che le scorie invece di essere eliminate riescono a superare la barriera mucosa causando accumulo di tossine e infiammazione. L’enorme quantità di tossine e di scorie presenti in circolo causa un sovraccarico di lavoro per fegato e reni deputatati alla depurazione dell’organismo.

Per risolvere concretamente questa problematica è necessario attuare contemporaneamente quattro precisi interventi:

  • favorire l’integrità della barriera intestinale, fondamentale per impedire l’assorbimento di tossine e antigeni. Tale risultato è possibile raggiungerlo mediante la somministrazione di specialità contenti estratto di semi di pompelmo, Agar Agar e Centella. L’estratto di semi di pompelmo esercita sulle mucose un’azione riparatrice delle lesioni, l’Agar Agar ha spiccate proprietà antinfiammatorie e lenitive sulla mucosa, mentre la Centella stimola la produzione di collegane coadiuvando i processi di cicatrizzazione.
  • ottimizzare l’ambiente intestinale al fine di ricreare un terreno fertile per favorire l’eubiosi intestinale e la completa digestione degli alimenti, evitando così fermentazioni e produzione di gas in elevate quantità. A questo scopo vengono impiegate le Maltodestrine fermentate per la demolizione degli alimenti e la Curcuma per le sue proprietà antimicrobiche e digestive.
  • migliorare la funzionalità degli organi preposti alla detossificazione dell’organismo mediante l’assunzione di formulazioni che associano l’azione epatodepurativa del Cardo mariano e della Curcuma all’azione favorente la depurazione renale della Solidagine.
  • evitare gli alimenti che determinano disbiosi e prediligere una dieta che favorisca l’eubiosi. A questo proposito risulta indispensabile eliminare cibi quali latte e derivati, carne e zuccheri, responsabili della deplezione della flora batterica, e privilegiando invece gli alimenti benefici per la salute dell’intestino e dell’intero organismo come frutta e ortaggi di stagione, proteine vegetali e cereali integrali.