Mal di viaggio k.o., viaggio ok!

Uno dei disturbi più diffusi tra i viaggiatori è la cosiddetta “cinetosi”, un termine che indica un insieme di sintomi, come vertigini, nausea e vomito, che si manifestano in seguito a movimenti non uniformi e ripetitivi del corpo, spesso generati da un mezzo di trasporto da cui prende poi il nome: mal d’auto, mal di mare o mal d’aria. La cinetosi deriva da un problema neurologico che si verifica in seguito ad una interpretazione distorta dei segnali che arrivano dall’apparato vestibolare (orecchio interno), occhi e propriocettori sensibili alle variazioni delle posture del corpo: il cervello, di conseguenza, riceve un insieme di informazioni contrastanti e innesca la sintomatologia ad essa legata. Qualsiasi mezzo di trasporto può causare l’insorgenza di questa fastidiosa problematica e tutti ne possono soffrire, tuttavia alcuni soggetti sono più suscettibili rispetto ad altri. Tra i soggetti più sensibili vi sono le persone che soffrono di emicrania, le donne (soprattutto se in gravidanza) e i bambini tra i 2 e i 12 anni. Inoltre, vi sono dei fattori ambientali, come il calore eccessivo, i rumori fastidiosi e la scarsa ventilazione nel mezzo di trasporto che possono aumentare la probabilità di sviluppare i sintomi della cinetosi.

I sintomi possono essere di diversa entità e, solitamente, iniziano con nausea e vomito a cui si associano altri disturbi di gravità variabile come: pallore, sudorazione, vertigini, salivazione profusa, mal di testa, debolezza, sonnolenza e senso di svenimento.

I rimedi per il combattere il malessere da movimento possono variare da semplici consigli pratici per la gestione della sintomatologia a trattamenti farmacologici veri e propri. Quando i sintomi sono di lieve intensità è possibile, infatti, controllarli con alcuni comportamenti facilmente attuabili dal soggetto, come fissare l’orizzonte, ridurre al minimo i movimenti della testa e del corpo, aprire i finestrini per mantenere una buona ventilazione del mezzo, consumare pasti leggeri ed evitare il consumo di alcolici prima di affrontare un viaggio. Le manifestazioni più gravi, invece, andrebbero trattate con prodotti utili a prevenire e combattere il disturbo. Tra questi i più noti sono il dimenidrinato (in compresse o gomme masticabili) e la scopolamina (in cerotti transdermici). Nonostante la loro buona efficacia, questi farmaci possono provocare sonnolenza, pertanto autisti, piloti e membri dell’equipaggio dovrebbero astenersi dalla loro assunzione e ripiegare su prodotti fitoterapici, a base di Zenzero e Menta, che presentano una migliore tollerabilità e minori effetti avversi pur conservando l’effetto terapeutico del farmaco.

Oltre a questi trattamenti, è possibile impiegare anche i braccialetti antinausea che agiscono secondo il principio della digitopressione. Questi dispositivi consistono in fasce elastiche da posizionare intorno ai polsi e sono dotate, al loro interno, di un bottone di plastica che esercita una pressione in corrispondenza del punto P6, situato tra i due tendini sulla parte interna dell’avambraccio.

I sintomi della cinetosi si risolvono, solitamente, entro poche ore dalla fine del viaggio. Pertanto, se i sintomi persistono a lungo dopo aver concluso il viaggio, è necessario consultare il proprio medico per accertarne la causa ed escludere altre possibili cause all’origine della sintomatologia, come ad esempio una labirintite.