Arriva l’inverno: il freddo si acutizza… e anche la dermatite atopica

La dermatite atopica, spesso chiamata eczema costituzionale, è una malattia infiammatoria non contagiosa ad andamento cronico-recidivante, caratterizzata da un’estrema secchezza della pelle che provoca fastidiosi pruriti e arrossamenti ben visibili. La sintomatologia, tipicamente alternata a periodi di remissione delle lesioni, va dall’eritema lieve all’ispessimento cutaneo che determina un’accentuazione della trama cutanea. Nei bambini, le zone del corpo maggiormente interessate sono il volto, le mani, i gomiti e le ginocchia; mentre negli adulti il disturbo interessa soprattutto la zona periorale labiale, le palpebre e il dorso delle mani. Talvolta, a questi sintomi si aggiungono altri disturbi come l’asma, la dermatite allergica da contatto e le infezioni della pelle soprattutto a causa dell’azione di batteri e di virus, come lo Staphilococcus aureus e l’Herpes simplex.

La dermatite atopica colpisce persone con una cute eccessivamente reattiva nei confronti di vari stimoli ambientali e con una predisposizione genetica all’atopia. A questo si aggiunge una disfunzione immunitaria che provoca reazioni anomale ed esagerate nei confronti di alcune sostanze irritanti esterne che penetrano nella pelle e danno origine alle manifestazioni cutanee tipiche della malattia, le quali peggiorano in caso di stress emozionali, sudorazione eccessiva, utilizzo di saponi e detergenti aggressivi e tessuti in lana o sintetici.
Ad oggi purtroppo non esiste una cura definitiva, ma sono disponibili terapie sintomatiche che alleviano il prurito e i disturbi cutanei, curano le sovrainfezioni e accelerano il processo di guarigione. Tra questi si citano:

  • Creme emollienti ed idratanti per alleviare il prurito e la secchezza, favorendo il ripristino della barriera cutanea.
  • Pomate e creme a base di corticosteroidi per spegnere l’infiammazione durante le fasi acute della malattia. Tali prodotti vanno impiegati con estrema prudenza e sotto controllo medico, poiché determinano l’insorgenza di dannosi effetti collaterali se non vengono impiegati nel modo corretto.
  • Pomate antibiotiche o antimicotiche per curare le infezioni batteriche e/o fungine.
  • Fototerapia e cure termali per indurre la remissione dei sintomi.
  • Farmaci antistaminici orali per calmare il prurito.
  • Farmaci inibenti il sistema immunitario dietro prescrizione medica, come il Tacrolimus, impiegati anche localmente sottoforma di pomate quando gli effetti avversi dei corticosteroidi come l’atrofia cutanea, la formazione di smagliature o il blocco surrenalico, costituiscono un problema piuttosto serio.

Benché la completa guarigione della dermatite atopica sia difficile, per limitare le fastidiose manifestazioni e ridurre la sintomatologia, può essere utile adottare alcuni semplici accorgimenti comportamentali. Innanzitutto, è opportuno avere cura della propria pelle impiegando prodotti delicati di alta qualità che non aggrediscano la barriera cutanea e a tal proposito si consiglia di effettuare una corretta igiene del corpo mediante l’uso di detergenti per pelli sensibili. All’igiene del corpo, poi, si dovrebbe associare un abbigliamento adatto costituito da abiti di cotone o in fibra naturale e privo di vestiti realizzati in materiale sintetico che potrebbero irritare ulteriormente la cute. Inoltre, dal momento che la dermatite atopica si acutizza in seguito a stress emotivo e ad una dieta non adeguata, è fondamentale prendersi cura di sé facendo ricorso al training autogeno, concedendosi una vacanza ogni tanto, facendo attività fisica, favorendo il sonno e alimentandosi correttamente. Seguire un’alimentazione corretta significa, per un soggetto atopico, eliminare tutti i potenziali allergeni e seguire una dieta varia, bilanciata e salutare possibilmente associata ad integratori come i probiotici e i supplementi vitaminici che possono ridurre significativamente il rischio di eczemi. Infine, quando si sospetta un’intolleranza alimentare che possa aggravare i sintomi della dermatite atopica, è opportuno rivolgersi a specialisti in allergologia e in nutrizione.