Contro la disidratazione la soluzione è… idro-salina!

L’acqua, oltre ad essere uno dei costituenti più importanti del nostro organismo, è anche la componente più abbondante; infatti si attestano valori compresi tra il 50 e l’80% del peso corporeo: maggiori nei bambini, negli uomini e negli atleti, minori nelle donne e nelle persone obese. È chiaro, pertanto, che la disidratazione, definita come la carenza di acqua dovuta ad uno scarso apporto e/o da una perdita eccessiva di liquidi, può compromettere gravemente la nostra salute.
In base alle cause, la disidratazione può essere distinta in:

  • isotonica: è caratterizzata da una perdita di acqua e di sali minerali in uguali quantità, solitamente attraverso il vomito e la diarrea;
  • ipotonica: quando la perdita dei sali minerali è superiore a quella dell’acqua ed è 
    provocata da sudorazione profusa, insufficienza renale o disturbi gastrointestinali;
  • ipertonica: contrariamente alla forma ipotonica, si verifica quando la perdita di acqua è superiore a quella dei sali. Le cause più comuni sono una mancata assunzione di acqua o l’uso di diuretici e di lassativi. Inoltre, è una condizione tipica del diabete e delle nefropatie.

Uno stato di disidratazione superiore al 5-7% del peso corporeo, comporta consistenti alterazioni a livello delle capacità fisiche e mentali con modificazioni della termoregolazione e del volume plasmatico, il soggetto avverte senso di sete, crampi, stanchezza, mal di testa, irritabilità e malessere generale. Se la disidratazione raggiunge il 10 %, comincia ad esservi pericolo per la sopravvivenza.
Le categorie più soggette a questa condizione sono i neonati, i bambini e gli anziani, poiché hanno una ridotta percezione della sete. Particolarmente vulnerabili sono anche gli atleti e i pazienti affetti da malattie croniche, come i diabetici.

Per prevenire la disidratazione è indispensabile bere molto, anticipando lo stimolo della sete che è già indice di una stato di moderata disidratazione, e consumare alimenti ricchi di acqua, come la frutta e la verdura.
In determinate circostanze è fondamentale assumere più liquidi del normale. In particolare, in caso di disturbi gastrointestinali è necessario, innanzitutto, bloccare il vomito e la diarrea e, successivamente, reintegrare i liquidi persi tramite la somministrazione di specifiche soluzioni orali reidratanti. Queste soluzioni contengono sali minerali in proporzioni ben definite e facilmente digeribili.
Nella pratica dell’esercizio fisico è generalmente consigliabile iniziare a idratarsi il giorno prima, mentre durante l’attività è necessario reintegrare i liquidi a intervalli regolari, continuando a bere anche dopo la fine dello sforzo. L’assunzione di liquidi deve essere incrementata anche in caso di particolari condizioni ambientali; ad esempio, quando ci si trova in un ambiente caldo o umido è necessario bere di più per abbassare la temperatura corporea e reintegrare i liquidi persi con la sudorazione.

Anche la scelta della bevanda è importante per una corretta idratazione. Molti credono erroneamente che l’acqua rappresenti la bevanda migliore. Tale supposizione è facilmente smentibile poiché la composizione dei liquidi che viene persa dall’organismo è diversa e più ricca rispetto all’acqua. La bevanda ottimale dovrebbe contenere necessariamente magnesio e potassio e può essere prodotta anche in ambito casalingo. Tuttavia, in commercio sono disponibili delle ottime formule idro-saline e multi vitaminiche che contengono tutti i nutrienti più utili. Questi integratori alimentari non possono certo sostituire una dieta sana ed equilibrata, ma consentono di fornire i principi nutrizionali essenziali senza introdurre altri nutrienti dei quali talvolta non c’è bisogno. Inoltre, bisogna considerare un altro fattore fondamentale, ossia il potenziale di assorbimento. È comune la credenza secondo la quale l’acqua sia il liquido più facilmente assorbibile dall’organismo, ma non è così. Infatti, le mucose assorbono meglio i liquidi a concentrazione isotonica o blandamente ipotonica. Per ottenere questa proprietà sono necessarie soluzioni idro-saline formulate ad hoc.
È altresì importante considerare la temperatura di assunzione delle bevande, preferibile intorno ai 10 °C, contribuendo così al controllo dell’iperemia e all’abbassamento della temperatura dello stomaco per conduzione, accelerandone lo svuotamento. Il consumo di bevande ghiacciate, invece, è controindicato perché ritardano l’assorbimento e determinano congestione, vomito e crampi addominali, e soprattutto non dissetano.