Allergia al polline: tenerla a bada È possibile

Come è noto, l’arrivo della Primavera porta con sé tutta una serie di problematiche legate al risveglio della Natura e alla conseguente diffusione, nell’ambiente, di particelle polliniche rilasciate dalle piante come parte del loro normale ciclo riproduttivo. Il polline è, infatti, una polvere fine e appiccicosa che costituisce la materia fecondante dei fiori. Ogni granulo pollinico contiene al suo interno tutti gli elementi necessari alla vita tra cui: amminoacidi, carboidrati, grassi, enzimi, sali minerali e proteine. Queste ultime, in particolare, sono responsabili, nei soggetti allergici, della cosiddetta pollinosi: un’allergopatia stagionale legata all’inalazione dei pollini e ad una successiva risposta immunitaria anomala verso antigeni normalmente innocui.

L’esordio, l’intensità e la durata dei sintomi delle pollinosi dipendono dalle variazioni delle concentrazioni polliniche presenti nell’aria. I sintomi colpiscono principalmente l’apparato respiratorio con congestione nasale, starnuti ripetuti e riduzione dell’olfatto (rinite allergica), a cui si associano manifestazioni a carico degli occhi come lacrimazione profusa, prurito alle congiuntive e fotofobia (congiuntivite allergica). Tali disturbi possono scomparire rapidamente in modo brusco e repentino, proprio come si sono presentati, ma talvolta possono persistere o, addirittura, aggravarsi causando difficoltà respiratorie, sibili intratoracici e crisi asmatiche. Oltre alla sintomatologia oculo-rinitica  e/o asmatica possono subentrare altri sintomi come la cefalea frontale, senso di malessere generale, insonnia, difficoltà di concentrazione e stanchezza; inoltre, possono anche insorgere manifestazioni cutanee come l’orticaria e la dermatite. Nei soggetti allergici è possibile che si instauri una condizione di cross-reattività polline-alimento che si manifesta con prurito e gonfiore della mucosa oro-labiale, bruciore al palato e alla gola e disturbi della deglutizione. Questa manifestazione avviene entro pochi minuti dall’ingestione di alimenti vegetali, in particolare alcuni tipi di frutta e verdura fresca, che contengono antigeni che provocano reazioni crociate con pollini antigenici: si tratta della cosiddetta sindrome orale allergica (SOA). Talvolta si accompagnano a manifestazioni extra-orali e/o sistemiche con sintomi gastrointestinali, orticaria, asma e shock anafilattico.

Una volta che è avvenuta l’esposizione al polline allergenico e la manifestazione dei sintomi si è resa ormai  evidente, si può intervenire solamente per migliorare le condizioni cliniche mediante l’impiego di farmaci sintomatici in grado, cioè, di controllare i sintomi, senza però impedire le ricadute stagionali future. L’immunoterapia specifica, eseguita tramite i vaccini antiallergici, consiste invece nell’iniettare sottocute quantità gradualmente crescenti dell’allergene specifico, per ridurre nel tempo la risposta immunitaria del soggetto allergico.
Con la consulenza del medico e l’aiuto del farmacista è possibile, quindi, trovare un soddisfacente equilibrio tra farmaci, effetti collaterali e sintomi. I farmaci sintomatici maggiormente impiegati sono:

  • i Decongestionanti: utilizzati per ridurre rapidamente e temporaneamente la congestione nasale, il rossore e il prurito agli occhi. Contengono vasocostrittori, ossia sostanze che riducono l’irrorazione sanguigna della mucosa nasale e degli occhi, alleviando i sintomi. Gli spray nasali ed i colliri decongestionanti non vanno mai impiegati per lunghi periodi perché possono indurre effetti collaterali sistemici piuttosto gravi come: tachicardia, ipertensione e aritmie. L’abuso di questi farmaci causa, inoltre, alterazioni della mucosa nasale e danni ai vasi sanguigni a livello oculare.
  • gli Antistaminici: bloccano l’attività dell’istamina riducendo, in questo modo, i segni clinici della reazione allergica come gonfiore, prurito, lacrimazione oculare, starnuti e naso che cola. Tuttavia a causa degli effetti collaterali che possono determinare, tali sostanze devo essere prescritte dal medico. Questi farmaci possono trovarsi in formulazioni come compresse e sciroppi che agiscono a livello sistemico oppure in formulazioni da applicare localmente come spray nasali e colliri.
  • gli Antileucotrieni, il più noto dei quali è il montelukast, impediscono ai leucotrieni (sostanze antinfiammatorie liberate durante una manifestazione allergica) di legarsi ai propri recettori, bloccando così la risposta antinfiammatoria e tutti i sintomi ad essa associati.
  • gli Antinfiammatori corticosteroidei (o cortisonici): agiscono tramite una duplice azione. Da un lato, inibiscono la liberazione dei mediatori dell’infiammazione e, dall’altro, aumentano l’attività delle cellule immunitarie. Possono trovarsi in spray nasali o in specialità ad uso orale, ma il loro consumo prevede una prescrizione medica.

Per potenziare il trattamento farmacologico sintomatico dell’allergia ai pollini è possibile affiancare una terapia fitoterapica che prevede l’assunzione di integratori alimentari contenenti estratti naturali che aiutano ad alleviare i disturbi della malattia.

  • Perilla (Perilla frutescens). Svolge un’azione antiallergica e immunomodulante, alleviando i sintomi della rinite allergica e prevenendo

    l’asma bronchiale.

  • Ribes nero (Ribes nigrum). Antinfiammatorio (con effetto simile al cortisone ma senza effetti collaterali), antistamico e analgesico. La sua attività simil-cortisonica viene esercitata a livello surrenalico, stimolando la liberazione di sostanze ad azione antinfiammatoria.
  • Rosa canina (Rosa canina). Presenta un’azione antinfiammatoria ed è una potente attività antiossidante in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell’organismo, grazie alla presenza di un’elevata concentrazione di Vitamina C presente nei suoi frutti.
  • Adatoda (Adhatoda vasica). Impiegata per le sua proprietà broncodilatatoria, antistamica, espettorante-mucolitica ed antisettica.
  • Boswelia (Boswelia serrata). La sua resina contiene gli acidi boswelici che inibiscono la sintesi dei leucotrieni.
  • Liquirizia (Glycyrrhiza glabra). È un efficace immunomodulatore ed un inibitore del rilascio di istamina.

Nella composizione di queste specialità fitoterapiche vengono, inoltre, addizionati, alcuni oligoelementi come Manganese, Zolfo e Fosforo, ad azione desensibilizzante e disintossicante utili nel contrastare le reazioni allergiche.

Oltre alle terapie farmacologiche specifiche risulta di fondamentale importanza la consultazione dei calendari della fioritura, per conoscere con esattezza il periodo di pollinazione della specie vegetale a cui si è allergici.