Intestino irritabile? difenditi… naturalmente con l’omeopatia

La sindrome del colon irritabile è una patologia che colpisce l’ultimo tratto dell’intestino e si manifesta in seguito ad una alterazione della normale funzionalità dei meccanismi intestinali che, in condizioni normali, spingono gli alimenti nei tratti finali dell’intestino. Chi soffre di colon irritabile può presentare un aumento oppure una riduzione dei movimenti peristaltici. Nel primo caso gli alimenti passano troppo velocemente e i tessuti non hanno il tempo di assorbire l’acqua presente nelle feci, la conseguenza di questa anomalia dà origine a diarrea e meteorismo. Invece, se le contrazioni sono rallentate  le feci transitano lentamente nell’intestino e questo genera stipsi e congestione pelvica. La sintomatologia, pertanto, risulta piuttosto complessa; infatti, si osserva un’alternanza di stipsi e diarrea che può essere cronica o periodica. La diarrea, in particolare, compare solitamente al mattino in relazione ad eventi stressanti o dopo l’assunzione di cibo. Gli altri sintomi, invece, si sviluppano in maniera diversa a seconda del soggetto con: dispepsia, alitosi, nausea, vomito, mal di testa, spossatezza e palpitazioni.

L’omeopatia offre una vasta gamma di cure utili per alleviare i disturbi del colon irritabile; pertanto verranno illustrati i profili dei rimedi maggiormente impiegati per il trattamento di questa problematica.

Carbo vegetabilis
Si ottiene dalla triturazione del carbone vegetale e dalle successive diluizioni e dinamizzazioni in soluzione idroalcolica. Il carbone vegetale prodotto dal processo di carbonizzazione della legna è una polvere finissima, estremamente porosa, inodore e insapore; il quale, grazie alla sua capacità di assorbire gas e sostanze potenzialmente dannose, viene utilizzato nel settore medico e farmaceutico come depurativo per l’organismo in caso di gonfiore addominale persistente, colite, gastrite e reflusso gastrico e può essere utile anche in caso di intossicazioni alimentari.

Colocynthis
Questo rimedio viene realizzato a partire dal frutto dell’omonima pianta rampicante mediterranea Citrullus colocynthis o coloquintide, anche detto cetriolo amaro, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee. La tintura madre, da cui si parte per ottenere le varie diluizioni omeopatiche, viene preparata impiegando la polpa essiccata del frutto contenente cucurbitacine che in ambito omeopatico viene sfruttato come spasmolitico della muscolatura liscia dell’apparato digerente. Pertanto Colcynthis è indicato a livello gastrointestinale per il trattamento di dolori epigastrici camproidi, coliche epatiche, colonpatie spastiche, diarree dolorose; a livello urinario per le coliche renali e, infine, a livello genitale per la dismenorrea e i dolori mestruali di tipo crampiforme.

Cuprum metallicum
L’azione spasmolitica e calmante del rame si esplica direttamente sul sistema nervoso e sui muscoli. Per tale motivo, in omeopatia, il rame è indicato in caso di disturbi causati da tensione muscolare, crampi o spasmi. Inoltre, il rimedio viene impiegato contro l’asma, la pertosse e l’epilessia, oltre che i crampi gastrointestinali e gli attacchi acuti di dissenteria con vomito.

Sepia officinalis
Questo ceppo omeopatico, impiegato per risolvere problemi urinari, digestivi e ormonali, deriva dall’inchiostro di seppia che il mollusco utilizza per difendersi dai predatori. Questo sostanza è una miscela di diverse componenti chimiche in differenti concentrazioni a seconda della specie di appartenenza. I componenti principali sono: melanina (il pigmento nero che conferisce il tipico colore bruno all’inchiostro) e muco, ma si possono trovare anche tirosinasi, dopamina, aminoacidi e sali minerali come il carbonato di calcio, il carbonato di magnesio, il solfato di sodio e il cloruro di sodio.

Veratrum album
Questo rimedio omeopatico viene ricavato dai rizomi dell’Elleboro bianco, una pianta velenosa appartenente alla famiglia delle Liliacee che cresce ad alta quota. La tintura madre si prepara a partire dalla radice fresca raccolta prima della fioritura, poiché contiene un insieme di alcaloidi conosciuti come veratrina che ha un effetto bradicardizzante. Successivamente, la preparazione del rimedio prevede le fasi di diluizione e dinamizzazione che eliminano la tossicità dell’estratto, rendendo il Veratrum album incapace di nuocere. Il prodotto risultante è indicato per curare soprattutto le diarree dovute a intossicazioni alimentari, caratterizzate da scariche acquose molto intense. Inoltre, è utile anche nella dismenorrea, quando i dolori crampiformi si accompagnano a vomito e diarrea.

Foeniculum vulgare
Il Finocchio è una pianta erbacea mediterranea appartenente alla famiglia delle Apiaceae. I suoi frutti trovano applicazione come carminativi, antispasmodici intestinali e regolatori della digestione; inoltre, questa pianta è ricca di un’essenza, di cui l’anetolo è il maggior costituente, con proprietà digestive. I rimedi omeopatici contenenti finocchio vengono utilizzati principalmente in caso di: aerofagia, meteorismo, colite e diarrea.

Lycopodium clavatum
Questo rimedio si ottiene dalla tintura madre della polvere di spore della pianta Lycopodium clavatum, appartenente alla famiglia delle Licopodiaceae, e dalle successive diluizioni e dinamizzazioni in soluzione idroalcolica. La polvere ottenuta dalle spore, chiamata anche “farina delle streghe” per l’uso che se ne è fatto sin dai tempi antichi, viene attualmente impiegata per il trattamento dei disturbi dell’apparato digerente, tra cui: epatopatie, coliche biliari, gastrite, ulcere peptiche e disturbi digestivi che comprendono gonfiore addominale, pirosi, eruttazioni, meteorismo e stipsi a volte intervallata da diarrea.

Collinsonia canadensis
Conosciuta anche come “balsamo del cavallo”, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Labiate di cui si utilizza il rizoma per la preparazione della tintura madre che verrà poi diluita e dinamizzata per ottenere le varie diluizioni omeopatiche. Il rimedio così ottenuto agisce principalmente sulla congestione pelvica che spesso è alla base di emorroidi doloranti e pruriginose, tendenti a sanguinare, soprattutto nelle donne. Svolge poi un’azione contro la stipsi caratterizzata da feci difficili da espellere, che può accompagnare una gravidanza.