Omeopatia vs tonsillite

La tonsillite è un’infiammazione che colpisce le tonsille, cioè i linfonodi che si trovano nella parte posteriore della bocca e nella parte superiore della gola. La loro funzione è fondamentale in quanto aiutano l’organismo a difendersi dagli agenti patogeni a cui è continuamente esposto; infatti esse filtrano i batteri e i microrganismi che, una volta penetrati attraverso le vie aeree, minacciano la nostra salute. Le tonsille così possono essere sopraffatte da un’infezione che si manifesta con un quadro sintomatologico molto vario, caratterizzato da mal di gola, difficoltà di deglutizione, febbre, raucedine, perdita di appetito, nausea e vomito. La tonsillite, inoltre, può predisporre, specialmente in età pediatrica, all’infezione di altri apparati, come per esempio l’orecchio medio, provocando altre patologie come l’otite. Negli adulti invece è più frequente che l’estensione dell’infiammazione arrivi alla trachea e ai bronchi, causando laringiti e bronchiti.
Le cause della tonsillite sono solitamente dovute a:

  • virus, che sono gli agenti patogeni che più frequentemente attaccano le vie respiratorie, provocando anche raffreddore e influenza. In questo caso, quando è presente la febbre non è mai troppo alta.
  • batteri, che con minore frequenza possono infettare il cavo orale. Il maggiore responsabile è lo Streptococco che provoca febbre alta e infiammazione delle tonsille su cui possono formarsi placche biancastre di pus.
  • fattori ambientali o comportamentali, che possono provocare irritazioni alle vie respiratorie, come l’esposizione prolungata a sostanze irritanti o allergizzanti, quali smog, polvere, fumo, agenti chimici, acari, pollini, ecc. Anche l’abuso o l’uso scorretto della voce, che può riguardare alcune categorie professionali che ne fanno largo uso, come cantanti, insegnanti e oratori, può determinare l’infiammazione della laringe.

Per riconoscere correttamente la causa scatenante si ricorre al tampone orofaringeo che permette di effettuare una diagnosi certa distinguendo tra l’origine virale e quella batterica. In caso di positività del tampone per Streptococco Beta Emolitico di Gruppo A è necessario ricorrere alla terapia antibiotica per bocca per 10 giorni; mentre, nel caso risultasse negativo si raccomanda di non ricorrere inutilmente alla terapia antibiotica. Va sottolineato che, nella maggior parte dei casi, la causa del mal di gola è di origine virale e non batterica, motivo per cui spesso non è necessario sottoporsi a terapia antibiotica per curare questo disturbo. L’eccessiva ed erronea assunzione di farmaci antibiotici comporta l’aumento della resistenza agli antibiotici stessi da parte dei batteri che comporta un grave rischio per la salute pubblica.
Il ricorso all’omeopatia, qualora non si sia in presenza di un’affezione batterica, risulta molto vantaggiosa poiché offre molti rimedi che coprono i diversi quadri sintomatologici della tonsillite. I ceppi più comunemente impiegati sono:

  • Sore throat woman, lymph node at neck

    Aconitum napellus: dolore improvviso alla gola dopo esposizione ad aria o vento secco; caratterizzato da gola dolorante ed arrossata, calda, con sensazione di arsura.
  • Apis mellifica: tonsille gonfie ed arrossate con dolore pungente che peggiora deglutendo cibi solidi, acidi o caldi.
  • Arnica montana: indicata in caso di laringe dolorante, soprattutto per cantanti e oratori per contrastare lo stress vocale.
  • Argentum nitricum: bruciore, dolore e secchezza della gola, con ulcerazione e placche alle tonsille e con accumulo di muco denso. L’ugola e la mucosa della gola risultano di colore rosso scuro.
  • Baryta carbonica: mal di gola periodico, con ingrossamento dei linfonodi del collo e delle tonsille suppuranti. Il suo principale utilizzo è indicato in particolare nell’ingrossamento cronico delle tonsille, soprattutto nei bambini che si ammalano facilmente e tra una tonsillite e l’altra, non si sgonfiano completamente.
  • Belladonna: tonsilliti caratterizzate da arrossamento marcato, dolore che si irradia all’orecchio, tonsille purulenti, soprattutto nella parte destra. Questa sintomatologia è accompagnata da febbre alta, spasmi alla deglutizione e tosse secca e spasmodica derivata dalla secchezza delle mucose.
  • Ferrum phosphoricum: fa parte dei preparati biochimici di Schussler ed è il rimedio impiegato negli stati infiammatori acuti, ma meno intensi di quelli di Aconitum e di Belladonna ed è quindi indicato in caso di tonsilliti, faringiti e laringiti associate a tosse secca dolorosa e cefalea. Gli stati infiammatori si presentano con febbre moderata.
  • Hepar sulfur: tendenza a processi infiammatori acuti e cronici a carico della faringe e delle tonsille con dolore pungente, tosse e naso ostruito.
  • Kalium bichromicum: mal di gola con tonsille gonfie, ugola edematosa e arrossata. Presenza di muco vischioso e filamentoso.
  • Lachesis: è indicato nelle tonsilliti che esordiscono a sinistra e poi si spostano a destra. Il rimedio ha un’azione specifica sulle infezioni gravi e sugli stati suppurativi acuti. Faringe e tonsille appaiono di colore rosso porpora e si ha difficoltà a deglutire soprattutto i cibi caldi.
  • Mercurius solubilis: tonsille arrossate, dolenti e ricoperte di placche biancastre di pus. La deglutizione è dolorosa e spesso la sensazione si irradia anche alle orecchie. La faringotonsillite è accompagnata da febbre e da infiammazione delle mucose orali.
  • Phytolacca: tonsilliti con presenza di placche sulla mucosa della gola. Il dolore è intenso ed è accompagnato dalla sensazione di avere un corpo estraneo nella gola.

La posologia indicata richiede basse diluizioni (5-30 CH) per le forme acute. Nel caso delle forme suppurative, una volta individuato il rimedio giusto, va valutata con l’omeopata la diluizione più adatta alla fase dello stadio infettivo.