Osteoporosi: diagnosi e prevenzione

L’osteoporosi, che letteralmente significa “porosità dell’osso”, è una malattia sistemica caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione strutturale del tessuto scheletrico che diventa più fragile e lo espone al rischio di gravi fratture. Le regioni maggiormente colpite sono la colonna vertebrale toracica e lombare, il femore, il polso e la spalla. Tuttavia, spesso la patologia presenta un decorso del tutto asintomatico, quindi se non è ricercata con esami specifici, viene diagnosticata solamente in seguito a traumi e fratture.
L’osteoporosi viene distinta in:

  • primaria, associata ad un depauperamento fisiologico della matrice ossea che si verifica con l’avanzare dell’età e, nelle le donne, è anche sostenuta da una carenza di estrogeni in menopausa;
  • secondaria, che si manifesta durante alcune terapie farmacologiche croniche o in concomitanza a patologie, come: malattie endocrine (morbo di Cushing, malattie della tiroide e delle paratiroidi), neoplasie, malattie reumatiche (artitrite reumatoide), malattie gastrointestinali (celiachia e morbo di Crohn), malattie croniche (BPCO, diabete mellito e scompenso cardiaco).

Oltre alle condizioni patologiche sopraelencate e alla menopausa, vi sono altri fattori di rischio che possono contribuire all’insorgenza dell’osteoporosi, come: il fumo, l’alcol, il caffè, la magrezza eccessiva, un’alimentazione povera di calcio, la sedentarietà, il menarca tardivo e la menopausa precoce.

L’osteoporosi può essere diagnosticata sia con valutazioni strumentali che con analisi di laboratorio.
L’esame strumentale più affidabile è  la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) che permette di controllare nel tempo l’evoluzione della malattia e per soppesare i rischi di subire una frattura. Si tratta di un’indagine che utilizza i raggi X per determinare la densità ossea e al termine della scansione, che avviene in maniera rapida ed indolore, i dati vengono inviati al computer che elaborerà i risultati in pochi minuti.

È possibile prevenire questa patologia fin dalla giovane età “costruendo” ossa sane e robuste, proseguendo poi per tutta la vita tenendo sotto controllo tutti i fattori di rischio. Nello specifico, una dieta equilibrata, che comprenda un’alimentazione variegata, è fondamentale per stare in salute e per salvaguardare, soprattutto, il benessere delle ossa. Spesso, infatti, non vengono soddisfatte le richieste quotidiane di calcio del nostro organismo. Il calcio proviene principalmente dal cibo e si trova in maggiori quantità nel latte e nei suoi derivati, nel tofu, nel pesce, in molte verdure verdi (come la rucola, i carciofi, i broccoli, gli spinaci e i cardi), nella frutta secca (come noci, nocciole, arachidi e pistacchi) e nei legumi. Tuttavia un regime alimentare corretto e ricco di calcio non basta a mantenere le ossa in buono stato. Infatti, un ruolo importante è svolto anche dalla vitamina D che aiuta l’organismo ad assorbire il calcio proveniente dall’alimentazione ed agisce nei processi di rimodellamento osseo.

Per soddisfare il fabbisogno di vitamina D è fondamentale l’esposizione al sole in quanto l’organismo è in grado di sintetizzarla, a livello della pelle, grazie ai raggi ultravioletti. Negli anziani, che escono poco, sono consigliati degli integratori alimentari a base di vitamina D e bisglicinato di calcio, con l’aggiunta di magnesio e vitamina K che sono indicati per la loro sinergica azione di sostegno del metabolismo osseo.

Inoltre, risulta molto importante praticare una regolare attività fisica a tutte le età. Nell’infanzia e nell’adolescenza, aiuta a raggiungere una maggiore densità ossea rispetto a chi rimane inattivo, mentre nelle persone anziane un po’ di movimento tiene in allenamento la forza muscolare, diminuendo i rischi di fratture. Si possono praticare semplici attività sportive all’aria aperta in modo da offrire al corpo un’adeguata esposizione alla luce solare che favorisce la produzione di vitamina D e il conseguente miglior assorbimento del calcio alimentare.