Dalle Api il noto rimedio contro i malanni di stagione

In questa fredda stagione, i malanni più comuni sono legati ai disturbi a carico del cavo orofaringeo come faringiti (mal di gola), stomatiti, afte e gengiviti.

Il mal di gola è uno dei sintomi precoci e più frequenti nelle infezioni delle prime vie aeree, ovvero raffreddore comune, sindrome influenzale e parainfluenzale, nelle quali è prevalentemente di origine virale. Altre possibili cause di mal di gola includono fattori ambientali come cambiamenti di temperatura, bassa umidità dell’aria, inquinamento e reazioni allergiche. Le forme virali sono secondarie all’insediamento del virus influenzale o di altri

virus che colpiscono il naso (rhinovirus), la congiuntiva e le ghiandole linfatiche del collo (adenovirus). Questi agenti patogeni provocano microlesioni del tessuto epiteliale con perdita della naturale funzione barriera che si traduce in un’aumentata suscettibilità a infezioni secondarie. Indipendentemente dal fattore eziologico, il mal di gola si manifesta con sintomi quali dolore ed irritazione, i quali sono causati principalmente da mediatori chimici, come le prostaglandine e la bradichinina,  che vengono rilasciati localmente in risposta al danno cellulare con conseguente dolore.

Le stomatiti sono delle infezioni acute e dolorose del cavo orofaringeo, che possono avere diversa origine, come ad esempio processi infettivi o trattamenti ortodontici. Tra queste affezioni, la più conosciuta è l’afta che rappresenta una lesione ulcerativa che colpisce le mucose della bocca. Dal punto di vista sintomatologico, il decorso dell’afta passa attraverso una serie di fasi: un prima fase prodromica dove si avverte pizzicore alla mucosa, una seconda fase pre-ulcerativa in cui aumenta il dolore, una terza fase in cui il dolore diminuisce e un’ultima fase di guarigione in cui non vi è più dolore.

La gengivite è un’infiammazione delle gengive che insorge intorno al colletto del dente e causa emorragie. I sintomi più frequenti sono una maggiore sensibilità al caldo e al freddo, arrossamento del margine gengivale, sanguinamento, alitosi e dolore diffuso anche nell’atto della masticazione. Una delle cause della gengivite è sicuramente la mancanza di igiene che favorisce la formazione della placca e quindi del tartaro che porta all’infiammazione gengivale. Altre cause possono essere piccoli interventi ortodontici.

Il Diabete gestazione, invece, si manifesta quando si misura un elevato livello di glucosio in gravidanza. Le complicanze del diabete sono piuttosto gravi e riguardano diversi organi e tessuti, tra cui gli occhi, i reni, il cuore, i vasi sanguigni e i nervi periferici. Per questo è di fondamentale importanza la prevenzione e, in caso di malattia, il trattamento.
La prevenzione della patologia ha come cardine l’attuazione di uno stile di vita adeguato. In linea generale si raccomanda una dieta sana ed equilibrata che includa carboidrati provenienti da frutta, vegetali, grano, legumi e latte scremato. Evitare il consumo di saccarosio, sostituibile con dolcificanti. Inoltre è consigliato lo svolgimento un’attività fisica di tipo aerobico e l’astensione dal fumo.

La composizione della propoli si differenzia in base all’origine botanica delle specie vegetali da cui le api la prelevano, e tra le principali tipologie ricordiamo: la Propoli tipo Pioppo (varietà europea), la Propoli tipo Betulla (varietà russa), la Propoli del Pacifico,

la Propoli Verde (varietà brasiliana), la Propoli rossa (varietà cubana) e la Propoli delle Canarie. La propoli europea deriva in larga misura dalla resina che essuda dalle gemme del genere Pioppo spp. ed in particolare del pioppo nero.

Questa tipologia è riccamente costituita da macromolecole come polisaccaridi e lignine, la cui associazione conferisce ai prodotti delle interessanti attività funzionali adatte a trattare i principali disturbi della mucosa orofaringea. In sintesi presenta una triplice funzionalità: capacità di adesione alle mucose, capacità di sviluppare un effetto barriera (protettivo) nei confronti degli stimoli irritanti, contrastare la formazione di biofilm batterici.