Puntura d’insetto? Non ti temo!

L’arrivo della stagione calda caratterizzata dalla forte umidità, porta con sé sciami di insetti di ogni genere che spesso pungono l’individuo arrecandogli fastidi più o meno gravi. La maggior parte delle punture degli insetti causano effetti di lieve entità, come prurito e gonfiore, che di solito si risolvono spontaneamente entro qualche ora. Queste reazioni, la cui gravità dipende dalla sensibilità individuale, rappresentano il risultato dell’iniezione di veleno o di altre sostanze nella cute. Tuttavia, alcune persone, sensibili a queste sostanze, possono scatenare una reazione allergica con sintomi molto gravi, estesi all’intero organismo. Questa condizione può rappresentare un potenziale pericolo per la vita e richiede, dunque, un trattamento d’emergenza che, per prima cosa, si basa sull’identificazione dell’insetto responsabile in modo da prevedere l’evoluzione delle manifestazioni indotte dalle sostanze inoculate nella pelle. Il trattamento dipende, poi, dal tipo di reazione che insorge in seguito alla puntura: le punture di api, di vespe e di calabroni sono in genere più gravi e fastidiose, rispetto a quelle di zanzare e zecche che potrebbero causare reazioni allergiche, ma in genere sono più lievi.

Le punture delle api possono provocare reazioni diverse, che vanno dal dolore temporaneo allo shock anafilattico. In seguito alla puntura, è importante agire immediatamente rimuovendo il pungiglione il più velocemente possibile per impedire la diffusione del veleno. Questa operazione va fatta quindi rapidamente senza badare troppo alla tecnica di estrazione, tuttavia bisogna fare attenzione a non rompere il pungiglione; per questo motivo è sconsigliato l’impiego di una pizzetta, preferendo, piuttosto, l’utilizzo di due dita della mano. Una volta tolto il pungiglione è consigliato fare degli impacchi di acqua fredda e applicare creme cortisoniche più volte al giorno fino alla scomparsa dei sintomi.
Al contrario delle api, le vespe e i calabroni non lasciano il pungiglione nella cute; pertanto, in seguito alla puntura sarà sufficiente disinfettare la zona e utilizzare una crema antistaminica o cortisonica.

Le zanzare, invece, sono ematofagi che pungono per nutrirsi, infliggendo una o più punture nelle zone scoperte del corpo e producono papule pruriginose. Il prurito è provocato da una reazione del sistema immunitario causata dalle componenti della saliva di questi insetti. Le lesioni guariscono spontaneamente nel giro di qualche giorno e durante questo periodo è possibile impiegare delle pomate antistaminiche o cortisoniche per controllare il prurito che rappresenta il disturbo più fastidioso.

Oltre alle creme farmacologiche sopra citate, esistono pomate e unguenti formulati con principi attivi naturali particolarmente indicati per attenuare il prurito e l’edema indotti da una puntura d’insetto. Tali principi attivi vengono estratti dalle seguenti piante:

  • Camomilla (Matricaria chamomilla) dalle proprietà antinfiammatorie e lenitive.
  • Olio di Mandorle dolci (Prunus dulcis o Prunus amygdalus) dalle proprietà antipruriginose, lenitive e nutrienti.
  • Avena (Avena sativa) dalle proprietà antipruriginose e disarrossanti.
  • Canfora (Cinnamomum camphora) dalle proprietà antipruriginose, analgesiche e lenitive.

In caso di punture di zanzara particolarmente fastidiose od estese, è possibile assumere dietro indicazione medica farmaci per somministrazione orale come cortisonici (ad esempio il prednisone) o antistaminici; mentre, in caso di reazioni gravi, come lo shock anafilattico, il medico può ricorrere all’uso di farmaci come l’adrenalina.

Per prevenire le punture d’insetto, si consiglia di applicare sulla pelle spray, roll-on, cerotti, lozioni od emulsioni formulati con sostanze insetto-repellenti come: ftalato di metile, etoesadiolo o dietiltoluamide.
In alternativa, per gli adulti che non vogliono utilizzare sostanze chimiche e, sopratutto, per i bambini, esistono dei rimedi repellenti naturali a base di Ledum palustre (Rhododendron tomentosum, detto anche rosmarino selvatico) formulati in spray da applicare sulla cute o in granuli omeopatici da assumere per via orale.
Come rimedio omeopatico, il Ledum palustre è disponibile in granuli di diverse diluizioni (CH) da 3 a 200 CH. Si può scegliere ad esempio:

  • diluizione 5 CH o 9 CH: in questo caso si assumono 3 granuli per 3 volte al giorno
  • diluizione 30 CH da assumere sempre 3 volte al giorno
  • tubo-dose da 200 CH (dose unica)

Come tutte le specialità omeopatiche, anche il trattamento con il Ledum palustre andrebbe iniziato con largo anticipo rispetto al momento in cui si desidera proteggersi dalle zanzare. Pertanto, per la protezione dalle zanzare nella stagione estiva si dovrebbe assumere il prodotto a partire dal mese di Maggio e fino al momento in cui questi insetti smettono di proliferare (generalmente Settembre); mentre, chi ha intenzione di affrontare un viaggio in paesi esotici deve iniziare la profilassi con tale rimedio con qualche settimana d’anticipo. I granuli devono essere assunti senza toccarli con le mani, lontano dai pasti e dal caffè e si devono far sciogliere lentamente sotto la lingua.