Occhio al pidocchio!

La pediculosi, o ftiriasi, è un’infestazione cutanea piuttosto frequente causata dai pidocchi, minuscoli parassiti ematofagi di colore bianco-grigiastro che in quanto tali vivono nutrendosi esclusivamente di sangue. Presentano piccole dimensioni comprese tra 1 e 4 millimetri e depongono le uova sul fusto dei capelli o dei peli, sui quali si muovono agilmente grazie agli uncini che hanno sulle zampe. Non potendo sopravvivere a lungo lontano dal corpo umano e non essendo dotati di ali, la trasmissione avviene esclusivamente per contatto diretto con individui infestati oppure attraverso l’uso promiscuo di indumenti o effetti personali come pettini, spazzole, cuscini e coperte.
A differenza della trasmissione dei pidocchi del corpo, la cui infestazione è più pericolosa poiché questi possono essere vettori di alcune gravi patologie, la trasmissione dei pidocchi della testa non è minimamente correlata ad una scarsa igiene personale e degli ambienti. Una volta raggiunto il cuoio capelluto dell’ospite, il parassita depone le proprie uova assicurandole fermamente al fusto pilifero attraverso sostanze cheratiniche collose presenti nella sua saliva. La maggior concentrazione di uova si rileva sulla nuca e dietro le orecchie, poiché sono le zone che presentano la temperatura ideale per favorirne la schiusa. Le uova, più correttamente chiamate lendini, si presentano come piccoli elementi ovoidali che possono essere facilmente confuse con la forfora; tuttavia, quest’ultima a differenza delle lendini è composta da squamette cutanee che si staccano senza difficoltà scuotendo semplicemente i capelli.

L’infestazione è, spesso, inizialmente asintomatica, ma dopo qualche giorno si manifesta attraverso prurito intenso e arrossamento del cuoio capelluto, che a sua volta causa dermatiti. Questa reazione è causata dalla saliva che i pidocchi iniettano nella cute mentre si nutrono. Un’accurata ispezione del cuoio capelluto è sufficiente per scoprire l’infestazione. Le lendini, grazie alla loro particolare localizzazione, sono gli elementi che vengono identificati con più facilità, ma la loro presenza tra i capelli non è una prova certa di un’infestazione in atto. Le uova, infatti, rimangono attaccate al fusto pilifero anche quando sono morte o vuote, seguendo la crescita dei capelli. Pertanto, misurando la distanza che separa le lendini dal cuoio capelluto, si può calcolare in maniera approssimativa da quanto tempo è in corso l’infestazione, considerato che i capelli umani crescono circa 1 cm al mese. Inoltre, se non sono presenti uova entro 6 millimetri dal cuoio capelluto, non ci sono pidocchi vivi. L’aspetto che permette di distinguere le lendini vitali da quelle morte è il loro colore: grigio per quelle vive e bianco per quelle morte. Per individuare i parassiti, invece, è necessario guardare più da vicino, aiutandosi magari con una lente d’ingrandimento.

Successivamente, quando l’infestazione viene accertata, è necessario ricorrere a trattamenti volti alla totale eliminazione dei pidocchi e delle loro uova. In commercio esistono molti prodotti formulati come spray, shampoo, gel o lozioni contenenti principi attivi dotati di una potente attività antiparassitaria. Le sostanze chimiche alla base di tutti questi prodotti sono:

  • Malathion. È dotato di una notevole efficacia antiparassitaria e una bassa tossicità per l’uomo; per questo è ampiamente utilizzato nella cura della pediculosi. Solitamente lo si trova sottoforma di gel che andrebbe applicato sui capelli asciutti con l’ausilio di un pettine e lasciato agire 10 minuti.
  • Piretroidi sintetici. Sono molecole di origine sintetica aventi una struttura chimica analoga a quella del piretro, un insetticida naturale che si estrae da alcune piante appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, a cui fa parte il crisantemo.

I piretroidi maggiormente utilizzati sono:

  • Permetrina. Quando si utilizza sottoforma di emulsione cutanea, è necessaria l’applicazione sui capelli umidi per circa 10 minuti, al termine dei quali i capelli devono essere risciacquati. Nella maggior parte dei casi è sufficiente un solo trattamento per debellare uova e pidocchi.

Sono disponibili, inoltre, spray a base di permetrina che possono essere utilizzati sugli indumenti prima del lavaggio in lavatrice.

  • D-fenotrina. Quando si utilizza sottoforma di shampoo, va applicato sui capelli umidi massaggiando il cuoio capelluto per 3-4 minuti e lasciandolo poi agire per almeno 20 minuti prima di risciacquare. Infine, il trattamento va ripetuto a distanza di 7-10 giorni.

Un altro elemento fondamentale da impiegare nel trattamento della pediculosi è il pettine di metallo a denti stretti, appositamente concepito per staccare i pidocchi e le lendini, sia vive che morte. Per un utilizzo corretto ed efficace, va usato sui capelli asciutti pettinandoli lentamente dalla radice fino alle punte e prestando particolare attenzione alle zone dove si concentrano maggiormente le uova.
Se l’infestazione si dimostra particolarmente resistente ai prodotti sopra citati, è necessario rivolgersi al medico che può valutare ed eventualmente prescrivere prodotti medicinali ad uso orale. Il medicinale più usato è un antibiotico caratterizzato dall’associazione tra il sulfametossazolo e il trimetoprim, che, una volta ingerito dal parassita tramite il sangue di cui si nutre, uccide la flora batterica sintetizzante vitamina B, causando così  la morte del pidocchio per deficit della medesima.

È da ricordare, infine, che trattare preventivamente i soggetti non infestati non serve a niente; anzi è controproducente poiché potrebbe indurre resistenza ad un futuro trattamento.