Non dimentichiamoci… la memoria!

Tra i vari disturbi che caratterizzano questo periodo, si sente spesso parlare anche di stanchezza mentale intesa come deficit di attenzione, scarsa memoria e difficoltà di concentrazione, sia negli adulti che nei bambini e adolescenti. Le cause sono legate normalmente allo stile di vita, caratterizzato da ansia, stress, stati depressi e cattiva alimentazione, a cui si è quotidianamente sottoposti. Quando compaiono deficit cognitivi nei ragazzi e nei giovani adulti, in genere si tratta di fenomeni transitori, associati a momenti di particolare affaticamento e stress. Mentre, negli anziani la diminuita capacità di trattenere informazioni e ricordi può essere invece legata al fisiologico processo di invecchiamento oppure può dipendere da una vera e propria malattia che porta alla perdita progressiva delle funzioni cognitive, come accade nel caso della malattia di Alzheimer. I motivi sono quindi innumerevoli, ma nei casi transitori e meno gravi esistono specifici rimedi per superare le criticità indotte da queste problematiche. Purtroppo però, oggi, non si hanno armi realmente efficaci per prevenire il declino associato alle patologie neurodegenerative più gravi; esistono, però, alcune strategie che possono comunque rallentare l’invecchiamento fisiologico del cervello con l’avanzare degli anni, mantenendolo attivo e reattivo più a lungo.

Per non dimenticare neppure il più piccolo dettaglio e mantenere la mente in ottime condizioni di salute, bisogna, fin dalla giovane età, stimolare costantemente il cervello, attraverso la lettura, l’interazione sociale, mantenendosi aperti e curiosi, ascoltando musica, coltivando hobby e passioni di qualunque genere.

Altri due aspetti, non meno importanti, riguardano la nutrizione e lo sport. Innanzitutto, bisogna controllare l’alimentazione, che può essere portatrice di numerosi benefici, garantendo l’introduzione, con il cibo, di tutti i nutrienti utili ad un buon funzionamento del corpo e del sistema nervoso. Le carenze nutrizionali possono influire sulle corrette funzioni fisiologiche di corpo e mente. È necessario, dunque, diversificare il più possibile gli alimenti, aumentando il consumo di pasti a base di cereali integrali accompagnati da una buona dose di verdure di stagione. È, inoltre, preferibile consumare il pesce rispetto alla carne, perché è più ricco di grassi insaturi, e non farsi mancare frutta e cioccolato fondente, se gradito. Accanto a una corretta alimentazione è bene, poi, associare una costante attività fisica che deve essere svolta con moderazione a qualunque età, poiché migliora l’afflusso di sangue al cervello e ne potenzia la funzionalità.

E poi, il sonno. L’insonnia e la stanchezza che ne consegue sono le principali nemiche di concentrazione, memoria e apprendimento mentre un buon riposo notturno aiuta a consolidare le informazioni apprese durante il giorno.
Fra le raccomandazioni utili per rinvigorire le capacità intellettive, si aggiunge il consiglio di assumere un integratore alimentare fitoterapico, ben bilanciato e contenente tutti gli elementi necessari, che può risultare estremamente efficace poiché interviene prontamente sulla difficoltà di concentrazione e sulla memoria quando sembrano diminuire. Più precisamente, questi integratori vengono formulati con sostanze che, con diversi meccanismi d’azione, favoriscono e stimolano le funzioni cognitive, quali concentrazione, memoria e attenzione. Tali sostanze sono rappresentate generalmente da vitamine, minerali, acidi grassi, amminoacidi ed estratti vegetali che ne completano la composizione e svolgono funzioni di supporto all’attività cerebrale.

Le vitamine e i minerali svolgono moltissime funzioni, per questo una loro carenza può portare alla comparsa di numerose problematiche e perfino a gravi malattie. Tra le vitamine e i minerali in grado di supportare le funzioni cognitive, si ricordino:

  • Vitamine del gruppo B, in particolare la vitamina B12 che favorisce il funzionamento del sistema nervoso.
  • Vitamine C ed E dotate di spiccata attività antiossidante, utile per proteggere le cellule dell’organismo dallo stress ossidativo scatenato dai radicali liberi.
  • Magnesio che interviene nei processi di eccitabilità cellulare e nella trasmissione sinaptica.
  • Zinco dotato di attività antiossidante.
  • Ferro, poiché una sua carenza favorisce la comparsa di stanchezza e riduzione della concentrazione.
  • Fosforo, è fondamentale per creare energia, in quanto è in grado di sintetizzare proteine, grassi e carboidrati. Inoltre, favorisce la trasmissione degli impulsi nervosi ed è anche essenziale per aiutare l’organismo ad assimilare le vitamine del gruppo B.

Gli acidi grassi maggiormente impiegati all’interno degli integratori per la memoria appartengono alla classe degli omega-3 di cui i più noti sono l’acido docosaesaenoico (DHA) e l’acido eicosapentanoico (EPA), che possiedono interessanti attività neuroprotettive.

Gli amminoacidi, invece, vengono aggiunti a queste formulazioni per contrastare la spossatezza fisica che può portare a cali di concentrazione e memoria. Gli esempi di tali derivati sono rappresentati dalla carnitina dalle spiccate proprietà antiossidanti e neuroprotettive, e dalla L-glutammina che, dopo essere stata convertita in glutammato, svolge un’intensa attività stimolante a livello cerebrale.

Infine, nella composizione di tali integratori, possono essere inclusi diversi estratti vegetali in grado di svolgere un’azione psicostimolante. Quelli più diffusi sono:

  • Ginkgo biloba. È considerato il rimedio per eccellenza impiegato nel trattamento dei cali di memoria e concentrazione poiché contiene ginkgolidi e flavonoidi che agiscono migliorando il microcircolo cerebrale.
  • Eleuterococco. Conosciuto anche come Ginseng siberiano, è in grado di contrastare gli stati di stanchezza fisica e mentale grazie alla presenza di eleuterosidi contenuti nella pianta.
  • Ginseng. Svolge un’azione analoga all’eleuterococco e la sua attività è riconducibile ai ginsenosidi contenuti nella pianta.

Si ricordi che gli integratori alimentari non sono farmaci, quindi non sono in grado di curare alcun tipo di patologia. Pertanto, se la perdita di memoria è indotta da cause patologiche, è necessario rivolgersi al medico per la valutazione di un’eventuale strategia terapeutica.

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