gli ausiliari dell’igiene orale: dentifricio e collutorio

Un bel sorriso rappresenta un segno di positività e gratificazione che permette di comunicare silenziosamente la personalità e il benessere di una persona. Al di là di questo, un sorriso pulito è indice di salute, non solo del cavo orale, ma dell’intero organismo. Oggi vi sono a disposizione molti mezzi per l’igiene orale e la cura dei denti: spazzolini tradizionali, con setole speciali o elettrici, scovolini, puliscilingua, filo interdentale, dentifrici e collutori.

DENTIFRICI

Il dentifricio è un prodotto di consistenza pastosa formulato per l’igiene orale, il cui scopo consiste nel coadiuvare l’azione pulente dello spazzolino al fine di mantenere i denti puliti ma anche sani ed esteticamente gradevoli rinfrescando, allo stesso tempo, il cavo orale. Si voglia sottolineare la sola azione coadiuvante del dentifricio, poiché la base fondamentale per una corretta igiene orale consiste nella rimozione meccanica dei residui alimentari che alimentano i batteri e nella disgregazione della placca adesa alle superfici dentarie. Pertanto, lo spazzolamento è il presupposto essenziale per un’adeguata pulizia, mentre il dentifricio si limita a facilitarne l’azione rendendola più gradevole grazie agli aromatizzanti in esso contenuti. In pratica, la placca batterica viene sollevata dallo spazzolino e il dentifricio completa il processo di rimozione mantenendola in sospensione, intrappolata nelle bollicine di schiuma.
Nella formulazione dei dentifrici possono comunque essere presenti alcune sostanze chimiche dotate di particolari proprietà che vanno a diversificare i prodotti in base alla loro azione: sbiancante, antiplacca, antitartaro, mineralizzante, ecc.
In assenza di patologie o di particolari predisposizioni, è buona norma alternare prodotti con diversa azione ed evitare dentifrici eccessivamente abrasivi che possono alterare lo smalto e determinare ipersensibilità dentale. Il potere abrasivo è una caratteristica di molti dentifrici ad azione sbiancante ed è legato agli ingredienti presenti nella composizione, ma soprattutto alla grandezza delle particelle. L’indice di abrasività non viene sempre riportato in etichetta; pertanto è spesso necessario consultare preventivamente il proprio farmacista o il proprio dentista per evitare l’acquisto di dentifrici con potere levigante troppo marcato.
Una volta scelto il dentifricio che risponde meglio alle proprie esigenze, bisogna considerare l’aspetto legato alla dose di prodotto da impiegare durante lo spazzolamento. Si è spesso indotti ad utilizzare una quantità di dentifricio superiore alle reali necessità; questa abitudine non comporta alcun vantaggio ed in alcuni casi può addirittura rivelarsi controproducente. Un eccesso di dentifricio produce quantità elevate di schiuma che, oltre a ridurre il tempo impiegato per lo spazzolamento, impedisce il controllo visivo del movimento delle setole dello spazzolino durante le manovre di pulizia. Inoltre, il gusto rinfrescante del dentifricio può determinare una sensazione alterata di pulito, che in molti casi risulta inesistente.

COLLUTORI
Il collutorio è un prodotto in soluzione liquida impiegato nell’igiene orale come supporto allo spazzolino e al dentifricio. È uno strumento unicamente ausiliario, ma è senza dubbio un ottimo alleato contro la placca. Infatti, usato in associazione allo spazzolino e al filo interdentale garantisce una maggior igiene orale eliminando i batteri residui sia meccanicamente che chimicamente. Va utilizzato dopo lo spazzolamento riempiendo il misurino fino alla dose consigliata e sciacquando vigorosamente la bocca per 30 secondi senza ingerirlo.
In commercio, esiste un’ampia varietà di formulazioni, ma in linea generale i collutori si possono distinguere in due categorie: collutori medicati (venduti solo in farmacia) e collutori cosmetici (venduti liberamente). I primi contengono sostanze chimiche (principalmente clorexidina e/o cetilpiridinio) a potente azione antibatterica, mentre nei secondi è preponderante la presenza di fluoro, che per la sua capacità di favorire la riparazione delle microlesioni dello smalto, è considerato un efficace agente contro le carie.
I collutori alla clorexidina sono indicati per il controllo chimico della patina batterica. Essa, infatti, è in grado di distruggere tutti i batteri presenti nel cavo orale con effetto prolungato nel tempo. La sua potenza antibatterica tuttavia si accompagna ad effetti collaterali di un certo rilievo, che ne impongono un uso limitato a due volte al giorno per periodi di 2, o al massimo 3, settimane e solo sotto controllo medico o su consiglio del farmacista. Un uso inappropriato, infatti, crea resistenza batterica ed infiammazione delle mucose, inoltre, tende a macchiare i denti, e se usato per lunghi periodi risulta dannoso, poiché va ad alterare l’equilibrio della flora batterica orale. Dopo un trattamento intensivo con clorexidina sarebbe bene, quindi, assumere fermenti lattici specifici per ripopolare il microbiota orale. A tale scopo viene impiegato il Lactobacillus reuteri prodentis, un probiotico di consolidata efficacia e sicurezza in grado di produrre reuterina, una sostanza antimicrobica in grado di bloccare i batteri responsabili delle malattie parodontali, della carie e dell’alitosi.
Un’altra sostanza che rientra nella composizione dei collutori medicati ad azione antisettica è il cetilpiridinio che si è dimostrato molto efficace nella disinfezione del cavo orale e nella prevenzione della carie, della gengivite e dell’alitosi, grazie alla sua attività battericida ad ampio spettro. Tale principio agisce legandosi alla parete batterica e ne provoca la lisi che determina così la morte del batterio. La capacità di legarsi alle membrane cellulari batteriche dipende dalla superficie carica positivamente del cetilpiridinio; pertanto è necessario rispettare tale caratteristica evitando l’associazione a dentifrici contenenti sostanze anioniche, come il Sodio-lauryl-solfato, che interagendo chimicamente con il cetilpiridinio ne inattivano la carica positiva con il conseguente annullamento dell’attività antisettica.
Vi sono, poi, collutori medicati a base di cetilpiridinio in associazione alla clorexidina. Tale abbinamento permette di ridurre le dosi di clorexidina necessaria a produrre l’effetto antibatterico desiderato, limitando così i suoi importanti effetti collaterali.

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