Voce del verbo “depurare”

Il progressivo accumulo di scorie e tossine derivanti dal metabolismo alimentare e dalle attività vitali conseguenti allo stile di vita sedentario ostacolano, rallentano o impediscono i normali processi vitali ed il continuo processo di rigenerazione cellulare. Per mantenersi in buona salute si ricorre alla depurazione dell’organismo che consiste nell’insieme di pratiche che hanno lo scopo di favorire l’eliminazione di scorie dall’organismo mediante lo stimolo degli organi di eliminazione: il fegato e i reni. Con il termine drenaggio si indicano, invece, le misure specifiche atte ad eliminare, attraverso i reni, il ristagno di liquidi, in caso di ritenzione idrica. Tale condizione è più frequente nella donna in età fertile e talvolta si associa all’inestetismo della cellulite (scientificamente conosciuta come “panniculopatia fibrosclerotica”), dovuta ad una progressiva difficoltà di eliminare le scorie metaboliche a cui segue l’accumulo di una sostanza gelatinosa nel tessuto sottocutaneo che caratterizza il tipico aspetto “a buccia d’arancia” della pelle che ne è affetta.

Le condizioni più comuni per le quali è opportuno praticare la depurazione comprendono:

  • cambio di stagione
  • sovrappeso
  • difficoltà digestive
  • irregolarità intestinali
  • stress e stanchezza persistente

Le pratiche depurative seguite da millenni hanno tutte in comune l’assunzione prolungata e regolare di piante officinali per un periodo sufficientemente lungo. In questo modo vengono mantenute le funzionalità di fegato, rene, intestino, pelle e degli organi di eliminazione che canalizzano verso l’esterno le sostanze da eliminare e i liquidi in eccesso. Sono conosciute anche come “cure di drenaggio” perché hanno come scopo principale quello di eliminare le tossine che si accumulano continuamente nel nostro organismo. Il drenaggio viene attuato stimolando in maniera debole e prolungata gli organi emuntori per diverse settimane.

Le piante officinali utilizzate nella depurazione e nel drenaggio dei liquidi sono:

  • Bardana. Pianta erbacea della famiglia delle Composite con piccoli fiori color porpora, foglie a forma di cuore e frutti provvisti di piccoli uncini. Se ne apprezza principalmente la sua attività depurativa a livello di fegato e pelle. I polifenoli di cui è ricca la radice svolgono un’attività coleretica, depurativa e diuretica.
  • Betulla. Dai sui estratti si ricavano rimedi fondamentali nel trattamento della cellulite per le sue proprietà depurative e diuretiche, favorenti l’eliminazione delle scorie del metabolismo e dei prodotti necessari al ricambio cellulare.
  • Carciofo. La cinarina, che rappresenta il più importante principio attivo della pianta, agisce a livello del metabolismo lipidico ed è in grado di aumentare la produzione di acidi biliari. Gli estratti di carciofo vengono anche impiegati in numerosi preparati destinati al trattamento dei disturbi digestivi legati alla pesantezza post-prandiale.
  • Cicoria. È una pianta ricca di vitamine del gruppo B che svolge un’azione benefica sulla flora intestinale oltre a favorire la funzione digestiva ed epatobiliare, il drenaggio dei liquidi e il metabolismo dei carboidrati.
  • Crescione. Ricco di ferro, vitamina C e acido folico, viene considerato un vero e proprio rimedio depurativo a cui vengono attribuite inoltre proprietà digestive.
  • Meliloto. Le sue sommità fiorite vengono impiegate per i loro effetti favorevoli sulle articolazioni e in caso di ritenzione idrica. Il Meliloto agisce con meccanismo protettivo sul microcircolo, facilita il drenaggio linfatico e favorisce il ritorno venoso.
  • Orthosiphon. Nota anche come “Tè di Giava”, questa pianta viene impiegata per la sua importante attività di favorire il drenaggio dei liquidi corporei con aumento della quantità di tossine eliminate mediante l’urina. Per questo motivo l’Orthosiphon è utilizzato in numerose condizioni conseguenti all’accumulo di tossine nei tessuti, come la ritenzione idrica, la cellulite, il senso di peso e il gonfiore a livello delle gambe.
  • Ortica. Ricca di clorofilla, minerali e vitamine, viene utilizzata come pianta remineralizzante favorente il drenaggio dei liquidi in eccesso. Le principali indicazioni per l’uso dell’ortica comprendono le cure depurative, la ritenzione idrica e la carenza di minerali.
  • Pilosella. Se ne adoperano gli estratti freschi ricchi di un’idrossicumarina nota come “umbelliferone” che esercita una potente azione drenante e depurativa.
  • Rafano. Ad esso vengono attribuite numerose proprietà utili in caso di inappetenza e di difficoltà digestive. La sua assunzione favorisce, infatti, la produzione e liberazione di bile, favorendo in tal modo il processo digestivo. Il rafano, inoltre, apporta, benefici a livello delle vie urinarie e respiratorie.
  • Solidago. Pianta delle Composite ricca di saponine triterpeniche (virgaureagenine), i flavonoidi (quercetina, quercitrina e rutina), le antocianidine e gli acidi fenolici che favoriscono il drenaggio dei liquidi corporei.
  • Tarassaco. È una delle erbe più note e utilizzate nella depurazione del fegato affaticato dagli eccessi alimentari o intossicato dall’uso di farmaci. Questo suo effetto marcato è dovuto al contenuto di zuccheri complessi, calcio, ferro, potassio, manganese, vitamina A e C.

Tutti questi estratti vegetali rientrano nella composizione di depurativi liquidi concentrati disponibili in flaconi o in bustine monodose facili da aprire. Per i prodotti conservati in flaconi si consiglia di norma l’assunzione di due cucchiai (15 ml) diluiti in un abbondante bicchiere d’acqua, da bere al mattino a digiuno; mentre per i prodotti disponibili in stick si consiglia di diluire 1 bustina in mezzo litro d’acqua da bere durante la giornata.