Il sanguinamento nasale: un problema comune da non sottovalutare

Per epistassi (o rinorragia) si intende un improvviso sanguinamento nasale che può andare da un lieve gocciolamento ematico a un flusso importante, le cui conseguenze possono variare da un fastidio minimo a un’emorragia molto grave che può portare il soggetto a perdere i sensi. È un fenomeno molto diffuso tra i bambini, sebbene anche molti adulti ne possono soffrire. A seconda delle cause che la provocano, l’epistassi può essere definita “essenziale” quando si verifica senza motivo apparente, oppure “secondaria” quando si manifesta come sintomo di un’affezione locale o generale.
Il più delle volte la fuoriuscita di sangue dal naso è dovuta ad un cedimento dei capillari localizzati nella parte anteriore del setto nasale, nota come “locus valsalvae”. Questo plesso venoso ha la funzione di climatizzare e riscaldare l’aria inspirata ed essendo molto vicino all’ambiente esterno, l’attrito dell’aria che passa e le brusche variazioni di temperatura possono causare piccole rotture capillari con sanguinamento anche spontaneo. Nel periodo estivo, soprattutto, la spontaneità dell’evento aumenta esponenzialmente poiché le alte temperature, tipiche della stagione, provocano una vasodilatazione secondaria.
Più raramente l’epistassi può verificarsi come conseguenza di altri processi patologici ed essere sintomo di infezioni delle vie respiratorie, polipi nasali, tumori del rinofaringe o di alterazioni della coagulazione causate da patologie emorragiche o da terapie con anticoagulanti e antiaggreganti come aspirina, eparina, clopidogrel e warfarin. L’ipertensione può contribuire, invece, alla persistenza di un sanguinamento nasale già iniziato.

Per determinare le cause dell’epistassi è importante, innanzitutto, cercare di capire da quale lato è cominciato il sanguinamento e, poi, deve essere stabilita la durata dell’evento.
Se l’emorragia non è conseguente ad un trauma cranico, occorre mettersi in posizione seduta, con il capo leggermente chinato in avanti; questa operazione, unitamente all’espulsione del sangue eventualmente presente nel cavo orale, ha lo scopo di evitare l’insorgenza di nausea e vomito con la sua ingestione. Inoltre, è consigliabile comprimere per qualche minuto la narice sanguinante, ponendo anche del ghiaccio alla base del naso.
Se l’epistassi non si arresta è opportuno rivolgersi a un medico per tamponare l’emorragia mediante l’introduzione nella fossa nasale di un cilindro di cotone imbevuto di acqua ossigenata o, nei casi più gravi e recidivanti mediante la cauterizzazione galvanica dei capillari.

Dopo un episodio di rinorragia bisognerebbe evitare il consumo di cibi e bevande calde e preferire bagni e docce con acqua fresca o tiepida.
In Farmacia è possibile trovare diversi prodotti per il trattamento e la prevenzione dell’epistassi. Nello specifico, sono disponibili unguenti emostatici barriera costituiti da una miscela di acidi grassi saturi, fosfatidilcolina e vitamina E, indicati per il contenimento degli episodi emorragici delle mucose quali, ad esempio, epistassi di origine essenziale lieve o traumatica. Mediante l’apposita cannula si può dosare una quantità di unguento sufficiente alla copertura della zona interessata e necessaria per ottenere l’effetto emostatico. Per la prevenzione della ricorrenza di epistassi se ne consiglia l’applicazione due volte al giorno per almeno due settimane dopo l’episodio acuto.
Altri unguenti, grazie alla presenza di pectina e gelatina nella loro composizione, arrestano le fuoriuscite ematiche dovute ad epistassi e sono utili anche nella cicatrizzazione di ferite esterne e nel nutrimento dei tessuti del derma. La pectina, infatti, è un ottimo riepitelizzante e l’azione combinata con la gelatina facilita l’emostasi, rispettando la fisiologia della mucosa nasale. Questa particolare formulazione riduce, inoltre, l’essiccamento della mucosa nasale dopo un episodio di rinorragia ed è utile anche per ottenere una rapida cicatrizzazione delle ferite grazie alla sua peculiarità di assorbirsi velocemente lasciando la mucosa ben umidificata.
Vi sono poi unguenti nasali fitoterapici in grado di contrastare l’irritazione della mucosa nasale, proteggendola e favorendone l’idratazione e la rigenerazione. Grazie alla sinergia delle resine vegetali presenti nell’estratto liofilizzato di incenso, dei polisaccaridi contenuti nel gel fogliare di Aloe vera e della componente lipofila dell’olio di Jojoba, rivestono la mucosa nasale di un film emolliente e protettivo che, svolgendo su di essa un effetto barriera, ne limita il contatto con gli agenti esterni irritanti. Inoltre, contrastando l’irritazione, promuove il riequilibrio della secrezione del muco contribuendo a mantenere il naso pulito. Questi unguenti sono particolarmente indicati nella prevenzione dell’epistassi e in tutti i casi di irritazione nasale dovute a rinorrea e a varie forme di rinite. A scopo preventivo, sono utili nelle condizioni che possono provocare secchezza e atrofia della mucosa nasale dovute a condizioni patologiche quali sinusite o rinite allergica, a trattamenti farmacologici con decongestionanti, cortisonici ed antistaminici, e al contatto con agenti esterni come polvere, fumo, smog, pollini e microrganismi. Molti di questi unguenti sono stati formulati in modo tale da poter essere utilizzati fin dalla tenera età e con l’aiuto dell’apposito applicatore è possibile dosare, in base all’età, un’adeguata quantità di prodotto e applicarla all’interno della narice, massaggiando delicatamente con movimenti dal basso verso l’alto. L’applicazione andrebbe ripetuta 3-4 volte durante l’arco della giornata ed in particolare la sera prima di andare a letto.