guida all’uso dei farmaci antipiretici in pediatria

Succede spesso ai genitori di dover gestire e affrontare i sintomi della febbre e del dolore che talvolta possono infastidire il loro bimbo. Nonostante febbre e dolore siano dei meccanismi di difesa fisiologici, è opportuno che vengano gestiti e monitorati con attenzione senza farsi prendere dall’ansia. Generalmente, i farmaci antipiretici che possono essere somministrati in età pediatrica sono due: paracetamolo e ibuprofene; tali farmaci agiscono riducendo la febbre e il dolore ma non ne rimuovono la causa, per questo è sempre meglio rivolgersi al pediatra quando i sintomi persistono

per più di due o tre giorni. La loro somministrazione diventa necessaria solo quando la febbre raggiunge il suo picco massimo, ovvero quando nel bambino cessano i brividi e le estremità del corpo iniziano a scaldarsi.
Il farmaco di prima scelta per il trattamento della febbre nei bambini è il paracetamolo. Oltre ad essere efficace, è decisamente sicuro nelle dosi e nei tempi di somministrazioni; la dose terapeutica è proporzionata al peso ed è quella necessaria per ottenere l’effetto desiderato senza causare effetti epatotossici. La dose consigliata assunta per via orale va da un minimo di 10mg ad un massimo di 15mg per kg di peso, mentre per via rettale (supposta), può arrivare fino a 20mg per kg, questo perché l’assorbimento rettale è disomogeneo e spesso una percentuale di farmaco si perde nelle feci. Tuttavia, tale somministrazione rimane utile quando quella orale è impossibilitata, per esempio in presenza di vomito (condizione che si verifica spesso nei bimbi con febbre).

Oltre ai dosaggi citati è fondamentale rispettare l’intervallo di tempo minimo tra una somministrazione e l’altra, che può variare da un minimo di 4 ore (per dosaggi da 10mg/kg) ad un massimo di 6 ore (per somministrazioni di 15mg/kg).
Un esempio pratico può essere un bimbo che pesa 20kg: moltiplicando la dose di 15mg assumerà fino 300mg di paracetamolo ogni 6 ore.

Le formulazioni presenti in commercio senza obbligo di prescrizione medica sono:

  • gocce per neonati utili fino a 7 kg
  • sciroppo per bambini dopo i 7 kg
  • bustine e compresse orosolubili da 250 mg per bambini dai 20kg fino ai 40kg e da 500 mg per bambini sopra i 40 kg
  • supposte da 62,5mg, 125mg, 150mg, 250mg, 300mg, 500mg

Discorso a parte va fatto per l’ibuprofene, un farmaco dalla spiccata azione antinfiammatoria, che presenta efficacia e durata d’azione leggermente superiore (6-8 ore rispetto alle 4-6 ore del paracetamolo); tuttavia i dosaggi prolungati possono causare effetti collaterali in più rispetto al paracetamolo, tra questi citiamo rash cutanei, tossicità renale e problemi gastrici. L’ibuprofene va assunto sempre a stomaco pieno con dosaggi calcolabili tra 7-10mg/kg ogni 6-8 ore, non superando le tre somministrazioni nelle 24 ore. Le formulazioni presenti in commercio senza obbligo di

prescrizione medica sono sciroppi e supposte. La maggior parte degli sciroppi contenente l’ibuprofene ha una concentrazione pari a 20mg per ogni millilitro somministrato, ma è importante sapere che per bambini un po’ più grandi è presente in commercio uno sciroppo a concentrazione raddoppiata (40mg/ml). Per accertarsi dell’effettiva concentrazione dello sciroppo è consigliabile leggere sempre attentamente il foglietto illustrativo o chiedere al proprio farmacista di riferimento.
Infine ricordiamo che l’alternanza dei due farmaci è tema dibattuto e controverso: pur rispettando il necessario periodo di sospensione di almeno 6 ore l’uno dall’altro, non è consigliabile alternare i due farmaci all’interno delle 24 ore se non solo su consiglio del pediatra.

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