gambe gonfie? che pesantezza!

Gambe gonfie, stanche e pesanti, sono un disturbo tipico della bella stagione, in particolare nelle persone che stanno in piedi parecchie ore al giorno o rimangono sedute a lungo. In queste posizioni, dove la forza di gravità contrasta il ritorno venoso, si verifica una stasi ematica che aumenta la pressione venosa e favorisce il passaggio di liquidi plasmatici dal sangue ai tessuti interstiziali, causando edema e gonfiore generalizzato. Sono disturbi prettamente femminili e si verificano soprattutto nelle donne in età fertile quando i livelli di estrogeni e progesterone raggiungono livelli plasmatici particolarmente alti, causando vasodilatazione e ritenzione idrica. E come se non bastasse, l’arrivo dell’estate non fa altro che aggravare la sintomatologia perché anche il caldo provoca la dilatazione del calibro dei vasi sanguigni.

Nonostante la scarsa gravità dei sintomi, il gonfiore ricorrente associato ad una sensazione di pesantezza, formicolii e prurito, non sarebbe da sottovalutare poiché potrebbe costituire il primo sintomo di un problema circolatorio, come l’insufficienza venosa o, nei casi più gravi, di vere e proprie patologie come cardiopatie e nefropatie.
Per combattere questi problemi è necessario attuare contemporaneamente diverse strategie comportamentali.
La prima di queste è sicuramente l’attività fisica moderata: mezz’ora al giorno, per 4-5 giorni, è già sufficiente per ottenere i risultati desiderati. Infatti, il movimento muscolare, rappresentato dall’alternarsi di contrazioni e rilassamenti, è in grado di stimolare e migliorare la circolazione. Lo sport è anche importante per il mantenimento del peso forma che gioca un ruolo fondamentale nel benessere degli arti inferiori. Nella pratica sportiva, così come nella vita di tutti i giorni, è fondamentale scegliere la calzatura idonea, evitando il più possibile i tacchi a spillo che andrebbero utilizzati con parsimonia, al punto che sarebbe meglio riservarli alle occasioni veramente speciali. Inoltre, è consigliato l’impiego delle calze elastiche a compressione graduata, le quali facilitano il ritorno venoso e il riassorbimento dei liquidi interstiziali in eccesso, grazie alla pressione che esercitano in maniera decrescente dal basso verso l’alto. All’esercizio fisico bisognerebbe poi affiancare una dieta povera di sodio e ricca di potassio, sostenuta da una corretta idratazione che stimola la filtrazione renale favorendo l’eliminazione dei liquidi interstiziali in eccesso e riducendo la concentrazione ematica di scorie, tossine e sodio. La Fitoterapia, poi, offre un valido aiuto nel trattamento del gonfiore degli arti inferiori.

La composizione dei rimedi impiegati è molto varia e comprende fitocomplessi estratti da diverse specie vegetali.

La CENTELLA ASIATICA, conosciuta anche con il nome “ginseng indiano”, è una pianta curativa appartenente alla famiglia delle Ombrellifere. Contiene sostanze come triterpeni, quercetina, flavonoidi, tannini, acidi grassi e saponine. Le sue numerose proprietà, tra cui l’attività vasoprotettrice, sono dovute all’azione combinata di tre composti terpenici: asiaticoside, acido asiatico e acido madecassico, che stimolano l’inglobamento di lisina e prolina nell’endotelio vascolare favorendo la produzione di collagene che migliora il tono e la resistenza dei vasi.

Il RUSCO, chiamato comunemente “pungitopo”, è una pianta sempreverde da cui si estrae la ruscogenina, una saponina steroidica dalle note proprietà vasoprotettrici e flebotoniche. Tale fitocomplesso è quindi particolarmente utile nel migliorare la circolazione venosa rendendo le pareti vasali più elastiche, al punto che trova posto anche nella composizione di prodotti impiegati nel trattamento acuto delle emorroidi.

Dalla corteccia e dai semi dell’IPPOCASTANO, si estrae una miscela di saponine, conosciuta con il nome “escina”, impiegata per la sua efficace azione antiedemigena che permette la rimozione dei liquidi accumulatisi a livello interstiziale. Inoltre, è in grado di ridurre la permeabilità capillare svolgendo un ruolo fondamentale nel trattamento dei disturbi caratterizzati dall’insufficienza venosa e dai sintomi ad essa associati quali gonfiore e pesantezza degli arti inferiori.

Infine, l’AMAMELIDE e la GINKGO BILOBA sono due piante medicinali dalle cui foglie si estraggono, rispettivamente, l’acido amamelitannico e i ginkgolidi che esplicano un’azione vasoprotettrice e migliorano la microcircolazione sanguigna.

Questi rimedi vengono spesso arricchiti con altri principi attivi, come la diosmina (estratta dalle foglie di Borosma betulina e dalla sommità fiorite di Ruta graveolens) e l’oxerutina (estratta dalle foglie di Sophora japonica), che potenziano enormemente l’azione dei fitocomplessi sopracitati. Oltre a rientrare nella composizione di prodotti per somministrazione orale, tutti questi principi attivi vengono impiegati anche in formulazioni ad uso topico, come gel e creme, da impiegare localmente in associazione alla terapia sistemica, in tal modo si andrebbe a potenziare l’efficacia di entrambi i prodotti.

Prenota farmaco
Per prenotare un farmaco per il ritiro in farmacia scrivere :
Nome e Cognome, codice fiscale, numero ricetta, nome del farmaco e quantità richiesta e la farmacia dove ritirare.
L'elenco delle farmacie lo potete trovare su questo sito.

Il servizio è sospeso dal 17 al 23 agosto .
Riprenderà regolarmente da Lunedì 24 Agosto.