la sindrome premestruale

La sindrome premestruale (PMS = Pre Mestrual Sindrome), o disforia, è un insieme eterogeneo di sintomi fisici e comportamentali che interessa la stragrande maggioranza delle donne in età fertile alcuni giorni prima del ciclo mestruale e che migliorano o scompaiono con il suo inizio. Data la diffusione del disturbo, non è corretto considerarla una vera e propria patologia; ma, piuttosto, va intesa come una condizione fisiologica che varia da donna a donna in termini di tipologia, frequenza e intensità dei sintomi. Nel caso in cui questo quadro risulti particolarmente severo, si parla di Disordine Disforico Premestruale (DDP) e viene considerato un fenomeno patologico in grado di compromettere le attività sociali, affettive e lavorative delle donne che ne soffrono.
La sindrome premestruale può comparire in qualsiasi momento della vita riproduttiva della donna, ma più comunemente compare negli anni tardivi; pertanto, i sintomi non si manifestano in maniera acuta, ma vanno incontro ad un progressivo peggioramento con il passare degli anni.
Più comunemente, la sintomatologia comprende:

  • stanchezza, affaticamento e carenza di energia;
  • irritabilità, ansia, suscettibilità alla rabbia alternata a momenti di tristezza e sconforto che possono portare alle crisi di pianto;
  • aumento dell’appetito;
  • difficoltà a concentrarsi e mantenere l’attenzione;
  • disturbi del sonno;
  • sviluppo di pelle grassa a tendenza acneica;
  • gonfiore del seno con una sensazione di tensione e dolorabilità mammaria;
  • gonfiore addominale e gonfiore degli arti inferiori con presenza di crampi muscolari e dolori osteoarticolari.

Le cause della sindrome premestruale sono molteplici e sono riconducibili a diversi fattori, tra cui: alterazioni ormonali che provocano un deficit di progesterone nella seconda metà del ciclo, alterazioni idro-saline determinate dall’eccesso o dal difetto di ormoni che agiscono sul bilancio idroelettrolitico, disfunzioni della tiroide, carenza di magnesio e deficit di vitamina B6 che provoca sbalzi dell’umore. Vi è, inoltre, la componente psicosomatica che aggrava gli aspetti psicologici e comportamentali della sindrome premestruale. Trattandosi, tuttavia, di una sindrome che per definizione comprende una complessità di cause e sintomi, l’approccio per affrontarla varia da donna a donna e dovrebbe essere valutato attentamente da un medico che potrebbe poi selezionare un trattamento farmacologico oppure, nei disturbi più lievi, è utile consultarsi con il proprio farmacista di fiducia il quale potrà consigliare un rimedio fitoterapico valido ed efficace.
Le cure farmacologiche si basano sull’impiego di:

  • Contraccettivi orali: Etinilestradiolo/Levonorgestrel, Desogestrel/Etinilestradiolo, Desogestrel. Sono utili per ridurre il dolore mestruale e controllare gli sbalzi d’umore tipici della sindrome premestruale. Inoltre, garantiscono un’eccezionale copertura da gravidanze indesiderate.
  • FANS: Ibuprofene, acido acetilsalicilico, naprossene. Per l’effetto inibitorio delle prostaglandine, rappresentano un ottimo rimedio per alleviare i dolori pelvici, la cefalea e i sintomi associati alla sindrome premestruale.
  • Farmaci ipoprolattinemizzanti: Carbegolina e Bromocriptina. Vengono efficacemente impiegati per alleviare il dolore al seno causato dalla tensione mammaria.
  • Farmaci diuretici per contrastare la ritenzione idrica che caratterizza la sindrome premestruale. Viene impiegato lo Spironolattone, poiché oltre ad esercitare una buona azione diuretica, riduce i livelli di testosterone.
  • Vitamina B6, intesa come integrazione farmacologica per il controllo degli sbalzi d’umore.

Anche i rimedi naturali  sono molto efficaci nel controllo dei disturbi premestruali, anche se a seconda dei sintomi da contrastare, sarebbe opportuno sceglierne uno piuttosto che un altro:

  • Calendula: impiegata sottoforma di tisana o tintura svolge una potente azione antinfiammatoria. Inoltre, aiuta il flusso di sangue che nella sindrome premestruale risulta spesso bloccato.
  • Agnocasto: è una pianta tipicamente legata alla sfera femminile ed è indicata per regolarizzare il ciclo e alleviare i dolori e i fastidi da esso indotti. Nello specifico, aiuta a riequilibrare gli ormoni sessuali agendo sulla ghiandola pituitaria. Inoltre, è efficace anche contro la ritenzione idrica e svolge effetti benefici sulla tiroide.
  • Achillea: è un’altra pianta in grado di togliere l’infiammazione e ridurre il senso di gonfiore associato alla fase premestruale.
  • Tarassaco o Dente di Leone: è un diuretico naturale che permette di rilasciare i liquidi senza che l’organismo perda elementi nutritivi essenziali. Aiuta anche la funzionalità epatica e può essere utile per una disintossicazione generale e per l’eliminazione degli ormoni.
  • Iperico: è il rimedio perfetto per trattare la depressione e gli sbalzi d’umore. Tuttavia, in caso di politerapie, è necessario chiedere il parere del proprio medico poiché interagisce con l’azione di molti farmaci.
  • Griffonia: grazie alla sua capacità di mantenere costanti i livelli di serotonina viene impiegata come antidepressivo naturale.
  • Garcinia cambogia: contiene un derivato dell’acido citrico che spinge l’organismo ad usare i carboidrati come energia, invece di lasciarli depositare come grassi. Rappresenta, quindi, un valido rimedio per tenere a freno l’appetito e per ridurre la quantità di cibo ingerito. Inibisce anche la trasformazione dei grassi in colesterolo.

Infine, sarebbe opportuno per tutte le donne che riferiscono sintomi in fase premestruale compilare un diario in cui riportare ogni mese i disturbi e le sensazioni vissute; questo permetterà allo specialista di differenziare i normali sintomi mestruali dalle sensazioni che meritano maggiore approfondimento. Inoltre, durante il periodo premestruale, è consigliabile modificare le proprie abitudini riducendo l’uso di alcolici, caffeina e tabacco, l’apporto di sale e il consumo di dolci.

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