I segni indelebili: le cicatrici

La pelle è l’organo che costituisce il rivestimento più esterno dell’organismo e per il quale svolge numerose ed importantissime funzioni; infatti, oltre ad essere la sede sensoriale del tatto, la pelle protegge l’organismo da qualsiasi minaccia derivante dal mondo esterno, coordina la risposta immunitaria, impedisce la perdita dei liquidi e partecipa alla regolazione della temperatura corporea e alla sintesi della vitamina D.

​La pelle, inoltre, gode di due proprietà fondamentali: l’estensibilità che le permette di adattarsi perfettamente alle variazioni della dimensione corporea durante il corso della vita, e l’autoriparazione che garantisce la rigenerazione del tessuto con la formazione di una cicatrice in seguito ad una lesione.

La riparazione di una ferita avviene tramite una serie di processi che sono finalizzati alla sostituzione dei tessuti lesi di derma ed epidermide con tessuto fibroso che va a costituire la cicatrice.

In relazione al processo di cicatrizzazione, le cicatrici possono differenziarsi in normali o patologiche. Nel primo caso, la cicatrice è liscia e di colore tendenzialmente più chiaro rispetto alla pelle circostante; quando però il processo di cicatrizzazione subisce delle anomalie si assiste alla generazione di quelle che vengono definite cicatrici patologiche e a seconda di come si presentano si possono distinguere in:

  • Cicatrici ipertrofiche, quando si verifica una proliferazione eccessiva di tessuto fibroso cutaneo in seguito a un trauma. Si formano più comunemente nelle ferite legate alle articolazioni, dove il processo di guarigione è meccanicamente stressato.
  • Cicatrici atrofiche, al contrario delle prime, si presentano leggermente avvallate a causa di una mancanza di collagene. In questi casi, il tessuto cicatriziale copre la ferita ma non viene prodotto tessuto a sufficienza a riempire completamente l’area danneggiata. Le cicatrici ipertrofiche sono particolarmente comuni dopo l’acne o la varicella e hanno la tendenza a riaprirsi con facilità e sanguinare.
  • Cicatrici cheloidee, chiamate semplicemente cheloidi, vengono spesso confuse con le cicatrici ipertrofiche. Il cheloide è una cicatrice esuberante di aspetto estetico sgradevole che copre una superficie maggiore della ferita che l’ha causata.
  • Cicatrici retraenti, sono caratterizzate da una retrazione cutanea con riduzione della superficie ed ha come sede tipica le aree articolari sottoposte a flessione o estensione dove provocano, quindi, un deficit funzionale dei movimenti.

A causa della complessità dei processi rigenerativi, il trattamento delle cicatrici è legato a procedure estremamente complesse e variabili; infatti, la riparazione delle ferite varia da soggetto a soggetto ed è influenzata da numerosi fattori sia genetici che ambientali. Proprio per la presenza di tali fattori, una cicatrice non potrà mai essere cancellata totalmente ma eventualmente migliorata negli esiti, quando si intervanga in tempi e modalità opportune.

Nelle fasi iniziali di guarigione della ferita bisogna, innanzitutto, evitare di esporre la cute lesa al sole perché, oltre a rallentare il processo di riparazione, provoca macchie scure in seguito alla stimolazione dei melanociti. Nelle fasi intermedie successive è necessario poi eseguire un trattamento efficace specifico che nella maggior parte dei casi si basa sull’applicazione topica di gel a base di silicone.

Il silicone è costituito da polimeri a catena lunga i cui legami crociati sono efficaci a produrre una riduzione strutturale della cicatrice. Questa importante azione si verifica in 3 fasi:

  1. Aumento dell’idratazione dello strato corneo, con conseguente miglioramento della produzione di collagene che favorisce la formazione di una cicatrice più morbida e piatta.
  2. Protezione del tessuto cicatriziale dalla contaminazione batterica che stimolerebbe una sovraproduzione di collagene.
  3. Modulazione dell’azione dei fattori di crescita tissutali in modo da bilanciare la fibrogenesi alla fibrolisi.

Nei casi più gravi è possibile, invece, ricorrere a terapie avanzate e tra queste le più importanti sono: la terapia farmacologica basata sull’infiltrazione di cortisone in grado di arrestare la trasformazione ipertrofica della cicatrice, e la terapia chirurgica.

La terapia chirurgica prevede l’impiego di:

  • Laser che sfruttano la radio frequenza per svolgere un’azione rigenerativa fibroblastica profonda e un’azione superficiale levigante;
  • Dermoabrasione che consiste in una levigatura meccanica della pelle;
  • Filler che prevede l’iniezione di sostanze a base di acido ialuronico con azione biostrutturante.
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