Echinacea: il potente carburante della risposta immunitaria

L’Echinacea è una pianta erbacea perenne caratteristica dell’America settentrionale e meridionale. Ne esistono diverse specie ma le più rappresentative sono: Echinacea angustifolia, Echinacea purpurea ed Echinacea pallida. Da un punto di vista etimologico il suo nome deriva dal greco echinos, che significa “riccio”, per il caratteristico aspetto dei suoi semi, mentre angustifolia si riferisce alle foglie strette che presenta. Le varietà purpurea e pallida prendono il nome dal colore del rispettivo fiore. Le parti della pianta che vengono usate per la medicina sono costituite sia dalle radici che dalle parti aeree. L’Echinacea purpurea e l’Echinacea angustifolia, sono quelle che trovano il più largo impiego in terapia. L’Echinacea purpurpea è stata maggiormente studiata dal punto di vista farmacologico ed è pertanto, un po’ più nota, ma gli effetti terapeutici sono abbastanza sovrapponibili nelle diverse specie.
La composizione quantitativa dell’estratto di Echinacea varia a seconda della specie considerata, del tempo di raccolta e della parte della pianta utilizzata, ma i costituenti sono qualitativamente gli stessi e l’effetto farmacologico è stato attribuito a:

  • Composti fenolici: acido caffeico e echinacoside.
  • Olio essenziale: echinolone e umulene.
  • Glucosidi flavonoidici con aglicani: quercitina e apigenina. Gli echinacosidi sembrano i principali costituenti antimicrobici dell’Echinacea.
  • Alcaloidi: polisaccaridi immunostimolanti, glicoproteine.

L’estratto di Echinacea è considerato uno dei rimedi di origine naturale più potente ed efficace nei confronti delle infezioni batteriche e virali. La sua azione è strettamente collegata con il funzionamento del sistema immunitario poiché contribuisce a combattere le infezioni attraverso la stimolazione della risposta immunitaria dell’organismo. Le proprietà immunostimolanti sono ascritte principalmente alle sostanze contenute nelle radici. La stimolazione del sistema immunitario avviene attraverso l’incremento dei globuli bianchi e l’attivazione dei macrofagi, che rappresentano una delle maggiori entità cellulari deputate alla distruzione dei microrganismi patogeni.
Alcuni studi clinici hanno inoltre dimostrato che l’Echinacea è in grado di prevenire le infezioni e contribuire a riparare i tessuti affetti da tali infezioni. Questi effetti sono riconducibili principalmente all’inibizione della attività della ialuronidasi. L’attività di questo enzima è fondamentale per la diffusione dei batteri poiché attraverso di essa l’acido ialuronico viene scisso e la sostanza cementante intercellulare diviene più fluida e l’infezione può diffondersi senza incontrare resistenze. L’inibizione della ialuronidasi è mediata da diversi principi attivi dell’Echinacea, in particolare dall’echinacoside, e da questa inibizione dipende anche la rigenerazione del tessuto connettivo che è stato danneggiato durante le infezioni.

Recentemente, gli estratti di Echinacea hanno trovato impiego anche nella terapia di ferite di difficile guarigione, nelle ulcere e nelle infezioni locali. La riparazione delle lesioni tissutali e la guarigione di ferite avviene per rigenerazione del connettivo e dell’epidermide attraverso l’inibizione della ialuronidasi, la diminuzione dell’infiltrazione cellulare e, di conseguenza, la riduzione dell’infiammazione e dell’edema. L’effetto antinfiammatorio per applicazione topica degli estratti di Echinacea avviene non solo per inibizione dell’edema nella fase istaminica, ma anche in quella tardiva del processo flogistico.
Le alchilammidi polinsature dell’estratto di Echinacea possiedono anche attività inibitoria nei confronti della ciclossigenasi, che rappresenta l’enzima responsabile della produzione di prostaglandine e dunque della fase iniziale e tardiva dell’infiammazione.
Le sostanze di questa pianta vengono solitamente combinate con altri estratti vegetali e vitamine per dare formulazioni disponibili in farmacia sottoforma di sciroppi, compresse e granulati per la stimolazione delle difese immunitarie messe a dura prova dalle aggressioni esterne, in particolare durante questo periodo.

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