omeopatia vs pollinosi allergica

Il termine “allergia” deriva dall’unione di due parole greche: allos che significa diverso, ergon che significa effetto; pertanto l’allergia è un disturbo del sistema immunitario che reagisce in maniera spontanea ed esagerata a particolari sostanze, che risultano invece innocue nei soggetti non allergici. Le sostanze in grado di stimolare la reazione allergica vengono definite allergeni e sono dotate di potere antigene, cioè tale da provocare la produzione di anticorpi quando penetrano nell’organismo. Il legame allergene-anticorpo provoca un rilascio massiccio di mediatori chimici, tra i quali l’istamina che è responsabile della caratteristica reazione provocando: vasodilatazione, aumento della permeabilità dei vasi che si manifesta clinicamente con l’arrossamento della cute, prurito, ostruzione nasale, starnuti e rinorrea.
Vi sono poi reazioni molto rapide e immediate come lo shock anafilattico che consiste in una reazione acuta provocata dall’introduzione, generalmente ematica, di un antigene in un individuo precedentemente sensibilizzato. Ne consegue una reazione generalizzata, con liberazione di grandi quantità di istamina, i cui effetti mettono a rischio la sopravvivenza stessa del soggetto in cui si manifestano. Nei casi di anafilassi sistemica, le reazioni si manifestano in pochi minuti e sono caratterizzate da difficoltà respiratoria e da shock circolatorio che può essere evitato solo mediante iniezioni di adrenalina e cortisonici.

Le malattie allergiche stagionali rappresentano un fastidioso disturbo che colpisce un numero sempre maggiore di adulti e bambini; tra queste la più nota è la pollinosi, conosciuta comunemente come rinite allergica o raffreddore da fieno. Come lascia intuire il termine, la rinite allergica è un’infiammazione della mucosa nasale che, a seconda dell’antigene che la provoca, si può suddividere in:

  • Pollinosi primaverile è dovuta a pollini di alberi, quali ad esempio la quercia, l’olmo, l’ontano, l’acero, la betulla, il pioppo nero.
  • Pollinosi estiva è dovuta a pollini di erbe selvatiche come la piantaggine.
  • Pollinosi autunnale è dovuta a pollini di erbe come l’ambrosia.

La manifestazione clinica comprende comunemente starnuti, congiuntivite, rinorrea, prurito nasale, cefalea e tosse notturna. La continua congestione nasale, inoltre, può determinare compromissione dell’olfatto e del gusto. La sintomatologia, comunque, dipende dall’allergene coinvolto e la comparsa dei sintomi coincide con l’impollinazione della pianta responsabile. Diverso è il caso in cui l’allergene è sempre presente nell’ambiente come accade con gli acari della polvere: in questo caso i disturbi sono perenni. Il modo migliore per contrastare i sintomi della pollinosi è sicuramente quello di attuare attente misure preventive associate ad un’accurata bonifica igienico-ambientale. Le misure profilattiche nei confronti delle muffe prevedono la riduzione dell’umidità all’interno dell’abitazione, la disinfezione con cloro delle zone infette e la rimozione degli oggetti contaminati.
L’impiego adeguato dei farmaci ha lo scopo di contrastare il carattere cronico della flogosi della mucosa nasale. I più impiegati sono:

  • Cortisonici topici: somministrati per via inalatoria risolvono lo stato di flogosi locale, mentre quelli per via sistemica sono indicati nei casi di particolare gravità.
  • Antistaminici: farmaci sintomatici che agiscono riducendo i sintomi provocati dalla liberazione di istamina.
  • Decongestionanti topici: da utilizzare con cautela, poiché un uso continuo può aggravare i sintomi provocati dall’edema della mucosa nasale.

In alternativa, alla medicina tradizionale, si può usufruire del trattamento omeopatico, il cui vantaggio principale è l’assenza degli effetti collaterali, come la sonnolenta e i disturbi dell’attenzione, tipici dei farmaci sopra citati.
Nella pratica omeopatica esistono dei preparati che possono essere utilizzati sia a scopo preventivo sia in fase acuta. Il più utilizzato è Pollensì, un composto diluito di pollini di varie origini. In prevenzione viene assunto due volte alla settimana due mesi prima del periodo della pollinazione, mentre nella fase acuta la posologia di base è di 5 granuli alla 30 CH da assumere la sera. Per quanto riguarda i rimedi unitari, si utilizza:

  • Allium cepa: nei raffreddori allergici con forte infiammazione nasale con violenti attacchi di starnuti e abbondante rinorrea accompagnati da mal di testa. Questo rimedio può essere utilizzato anche in associazione con altri rimedi complementari, sia nelle sindromi allergiche che in quelle infiammatorie.
  • Arsenicum album: nella rinite che si manifesta con forte infiammazione nasale, bruciore, starnuti e secrezioni dense.
  • Sabadilla: nella rinite con scolo nasale acquoso, associata a forte lacrimazione degli occhi, prurito del palato e dolori frontali.
  • Sticta pulmonaria: nella tosse stizzosa ed insistente, soprattutto la notte.
  • Dulcamara: nella rinofaringe e nelle pollinosi che compaiono a fine estate e in autunno. Questo rimedio agisce soprattutto per quelle riniti che peggiorano il quadro sintomatologico con il clima umido e piovoso.

Quando l’allergia si concentra sugli occhi causando fotofobia, irritazione ed arrossamento, il rimedio indicato è Euphrasia, formulato come collirio da applicare ogni 4 ore.

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