La pianta dei miracoli

La Moringa è una pianta originaria dell’India, appartenente alla famiglia delle Moringaceae. Nel dettaglio, si tratta di un albero diffuso nelle zone equatoriali e tropicali del pianeta che può raggiungere addirittura i 10 metri di altezza. Da sempre utilizzata nella medicina popolare indiana, la Moringa viene spesso chiamata “albero miracoloso” o “albero dei miracoli”, poiché, secondo tale medicina alternativa, essa è in grado di prevenire e trattare molteplici disturbi. Tuttavia, è probabile che questo appellativo non derivi solo da presunte capacità curative e preventive attribuite alla pianta, ma anche alla capacità della stessa di crescere in condizioni sfavorevoli, in presenza di siccità, in terreni poveri e con pH estremamente variabili.

La Moringa oleifera anche nota come Moringa pherygosperma o Moringa aptera, è la specie maggiormente conosciuta ed utilizzata sia a livello alimentare che all’interno di integratori alimentari e prodotti cosmetici.

Dal punto di vista della composizione, la Moringa oleifera ha un profilo nutrizionale di tutto rispetto, tanto da meritarsi la definizione di “pianta più ricca di nutrienti mai scoperta”, è infatti un’eccellente fonte di:

  • Proteine
  • Acidi grassi
  • Vitamine (A, alcune del gruppo B, C, D, E, K)
  • Sali minerali (calcio, ferro, potassio, magnesio, manganese, zinco)
  • Steroli vegetali
  • Isocianati, il più caratteristico dei quali è la moringina che, al pari del sulforafano dei broccoli, possiede potenti effetti antinfiammatori di protezione cellulare. Altro componente in comune con i broccoli è la quercetina un flavonoide con attività antinfiammatoria, antivirale e antistaminica.

Il suo impiego in campo alimentare e cosmetico è giustificato dalle sue virtù nutrizionali e dalle numerose proprietà ad essa attribuite. Le parti della pianta che vengono utilizzate sono le foglie, i fiori, i frutti (baccelli), i semi, la corteccia e le radici.

Le foglie di Moringa contengono diversi amminoacidi essenziali, vitamina A, vitamine del gruppo B e vitamina C, cui si aggiungono minerali come calcio, ferro, potassio, magnesio, fosforo, sodio, e zinco. Le foglie sono considerate come la parte più nutriente della pianta e vengono consumate cotte, oppure vengono fatte essiccare e polverizzate per rientrare nella composizione di salse e zuppe, ma non solo. Le foglie secche e sminuzzate, infatti, vengono utilizzate anche per la preparazione di tè ed infusi. Quest’ultimo utilizzo, fra l’altro, è diffuso anche in Italia.

Anche i baccelli maturi della pianta vengono impiegati nella normale alimentazione, in particolare, nell’Asia meridionale. Vengono generalmente cotti per bollitura e sembrano essere particolarmente ricchi di fibre, magnesio, manganese e potassio.

I semi, anch’essi ricchi di vitamine e sali minerali, vengono consumati tostati oppure possono essere impiegati per estrarre un olio commestibile, noto come Olio di Ben o di Behen, dal tipico sapore dolce, resistente all’ irrancidimento e ricco di acido linoleico (65-75%) e di acido beenico o behenico.

L’estratto dei semi di Moringa così come l’olio da essi ottenuto vengono largamente utilizzati in ambito cosmetico all’interno di una grande varietà di prodotti per la cura del viso, del corpo e dei capelli. L’olio di Moringa è particolarmente apprezzato in cosmesi per le sue proprietà emollienti, antiossidanti e idratanti che vengono sfruttate per promuovere la bellezza sia della pelle che dei capelli e del cuoio capelluto.

Le radici sminuzzate, vengono utilizzate soprattutto come aromatizzanti. Il consumo eccessivo, tuttavia, può portare alla comparsa di nausea, vomito e vertigini. Le radici della pianta, inoltre, contengono un particolare alcaloide, la spirochina, che interferirebbe con la trasmissione nervosa portando ad effetti indesiderati.

La Moringa non deve la sua fama alla sola presenza delle sostanze nutrienti sopracitate, ma anche alle numerose proprietà benefiche ad essa attribuite. Nello specifico alla Moringa e ai suoi estratti vengono ascritte:

  • Proprietà antinfiammatorie, imputabili ai flavonoli e agli acidi fenolici contenuti nella pianta;
  • Proprietà antimicrobiche soprattutto nei confronti dei batteri Gram positivi (ad esempio aureus ed E. faecalis, ma anche nei confronti dei batteri Gram negativi (ad esempio E. coli e P. aeruginosa) seppur in misura inferiore.
  • Proprietà antiossidanti, imputabili ai fenoli contenuti nella pianta;
  • Proprietà ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti, probabilmente dovute ai terpenoidi presenti nella pianta;
  • Proprietà chemio-preventive antitumorali. I composti responsabili di una simile attività sembrerebbero i glucosinolati;
  • Proprietà antiepilettiche dell’estratto etanolico delle foglie di Moringa;
  • Proprietà antiulcera di una sostanza nota come Pterigospermina, la quale in seguito ad una serie di studi effettuati per confermare l’attività antimicrobica antifungina della Moringa ha dimostrato un’efficacia ottimale nel trattamento contro l’Helycobacter pylori, alla cui presenza sulle pareti gastriche si associano ulcere duodenali che predispongono al cancro allo stomaco.

In linea di massima, gli integratori alimentari di Moringa sono ben tollerati e non dovrebbero causare particolari effetti collaterali. Un utilizzo smodato e/o prolungato potrebbe, tuttavia, portare alla comparsa di effetti lassativi; inoltre, non è possibile escludere l’insorgenza di reazioni allergiche in individui sensibili. Per quanto riguarda le controindicazioni, gli integratori alimentari di Moringa non dovrebbero essere utilizzati in caso di allergia nota alla pianta. Allo stesso tempo, l’uso in gravidanza e durante l’allattamento non è raccomandato, così come è sconsigliato l’uso di simili prodotti in caso di terapie farmacologiche in corso, soprattutto se a base di farmaci che vengono metabolizzati dal Citocromo P450.