Piccole e dolorose: le Afte

Le afte della bocca sono delle lesioni ulcerose non contagiose, spesso ricorrenti,  che colpiscono l’epitelio che riveste la superficie interna del cavo orale. In base alla loro tipologia possono comparire in diversi punti del cavo orale: sulla mucosa delle labbra  o della bocca, sulla lingua, sul palato, sulle labbra e sulle gengive. Si distinguono in minori (la forma più comune), maggiori ed erpetiformi. Le afte minori possono comparire come lesioni singole o multiple. Hanno una forma arrotondata o ovale con dimensioni comprese tra mezzo centimetro e 1 centimetro e si presentano con colorazioni che vanno dal bianco al giallastro, circondate da un alone rossastro.

Il primo segnale della formazione di un’afta orale è il bruciore localizzato che anticipa la lesione dolorosa in una precisa area della mucosa orale. La presenza delle lesioni può generare un dolore di diversa intensità, che in alcuni casi può rendere difficoltoso mangiare o parlare, poiché il movimento della bocca e la presenza del cibo aumentano la percezione del dolore e del bruciore.

La stomatite aftosa è una condizione abbastanza diffusa nella popolazione ed è più frequente nella fascia di età compresa tra i 10 e i 40 anni, tuttavia può riguardare tutte le persone, anche bambini ed anziani. La frequenza degli episodi nel mese o nell’anno e la loro gravità possono variare da persona a persona e generalmente diminuiscono con l’aumentare dell’età.

I fattori che possono contribuire all’insorgenza e allo sviluppo della patologia sono numerosi:

1. PREDISPOSIZIONE GENETICA: gli individui con familiari che presentano una storia di stomatite aftosa, hanno una maggiore frequenza di ricorrenza delle afte e un decorso più severo della patologia, inoltre tendono a sviluppare le lesioni in età più precoce

2. CARENZA DI MINERALI E MICROELEMENTI, quali ferro, acido folico, zinco e vitamina B12, che possono manifestarsi in diversi periodi della vita, come ad esempio malattie prolungate, stress o gravidanze.

3. CAMBIAMENTI ORMONALI: in particolare il calo degli estrogeni, tipici della fase pre-mestruale, della gravidanza e della menopausa.

4. DANNI MECCANICI: come ferite provocate da apparecchi ortodontici (apparecchi per i denti).

5. MALATTIE con alternato funzionamento del sistema immunitario quali ad esempio Morbo celiaco, Morbo di Chron, reflusso gastro-esofageo.

6. alcune INFEZIONI VIRALI (ad esempio da Herpes simplex virus, varicella-zoster virus, citomegalovirus, adenovirus) e BATTERICHE (ad esempio da Streptococcus oralis, Helicobacter pylori).

La prevenzione delle afte si ottiene con un’igiene orale costante, usando uno spazzolino a setole morbide dopo ogni pasto. È utile evitare cibi acidi o piccanti, tra i quali agrumi, ananas, alcune spezie, noci; mangiare molta verdura e cereali integrali e bere abbondantemente. Se si hanno protesi o apparecchi è necessario curarne l’igiene e informare il dentista di eventuali fastidi.

Oltre ad un’adeguata igiene orale, si possono utilizzare colluttori, gel e dentifrici antisettici a base di clorexedina o compresse adesive buccali con corticosteroidi (come il Triamcinolone) che, una volta posizionate a contatto con la lesione, esplicano la loro azione protettiva meccanica, antinfiammatoria e antidolorifica.

Si può optare anche per sostanze a base di cloruro di Zinco che svolge un’azione caustica sulla mucosa e quindi si ottiene localmente un’attività antisettica e analgesica; inoltre l’abitudine preventiva a effettuare sciacqui a base di cloruro di Zinco a bassa concentrazione sembra ridurre la frequenza delle recidive.
Molto utile anche l’impiego di sospensioni a base di Sucralfato, farmaco impiegato nel trattamento di ulcere del tratto grastrointestinale: esso possiede un’attività citoprotettiva, stimolando la produzione di muco e bicarbonato con rafforzamento della mucosa.

Possiamo avvalerci anche dell’acido ialuronico in gel: questo polimero è un componente essenziale della matrice extracellulare dei tessuti, tra cui quello della mucosa orale, pertanto il suo utilizzo nelle aftosi favorisce la guarigione delle lesioni abbreviandone i tempi. Viene utilizzato due o più volte al giorno applicandolo direttamente nel cratere ulceroso.

È consigliabile una visita medica quando i presidi citati non risolvono la patologia nei tempi previsti. Il medico potrà suggerire una terapia sistemica in presenza di stomatiti ricorrenti con alta frequenza di recidive.

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