Gli ausiliari dell’igiene orale: pulisci lingua

Un bel sorriso rappresenta un segno di positività e gratificazione che permette di comunicare silenziosamente la personalità e il benessere di una persona. Al di là di questo, un sorriso pulito è indice di salute, non solo del cavo orale, ma dell’intero organismo. Oggi vi sono a disposizione molti mezzi per l’igiene orale e la cura dei denti: spazzolini tradizionali, con setole speciali o elettrici, scovolini, pulisci lingua, filo interdentale, dentifrici e collutori.

PULISCI LINGUA
L’alitosi, più comunemente definita come “alito cattivo”, è una condizione caratterizzata dall’emissione di odori sgradevoli attraverso l’atto respiratorio. Le cause più comuni vanno dalla banale ingestione di alimenti ad elevato contenuto di composti solforati volatili, a vere e proprie patologie. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è un sintomo legato a problematiche locali o a un’insufficiente igiene orale. In particolare, ad essere chiamata spesso in causa è l’eccessiva carica batteria residente sulla superficie delle mucose e della lingua. Al pari di quella che risiede nel placca e nel tartaro, la microflora linguale produce sostanze responsabili dell’alito cattivo, come alcuni acidi grassi a corta catena e l’idrogeno solforato. Per questo motivo il semplice spazzolamento dei denti non è sufficiente per eseguire una detersione completa della cavità orale. La pulizia della lingua non è soltanto un ottimo alleato nella lotta contro l’alitosi, ma rappresenta anche una pratica formidabile, utile a ridurre la carica batterica garantendo, di conseguenza, un rallentamento nella formazione della placca batterica e del suo accumulo sulla superficie dentaria, che riduce di riflesso il rischio di carie e gengiviti.
La pulizia della lingua (brushing) va effettuata ricorrendo ad un apposito strumento chiamato raschietto linguale. In genere questo strumento presenta una conformazione simile ad uno spazzolino da denti ma, al posto della testina ricoperta da setole, presenta un archetto o una superficie piatta dotata di solchi e sporgenze che, al movimento del pulisci lingua, penetrano nei minuscoli solchi della superficie linguale, asportando la placca batterica. Infine, possono essere costituiti anche da un’alternanza di lamelle, per raschiare la patina batterica superficiale, e setole che puliscono le papille gustative.
I pulisci lingua devono pulire la superficie della lingua con la massima delicatezza, senza traumatizzare o danneggiare le mucose orali. Per questo motivo, questi dispositivi devono essere pratici e comodi nel loro impiego. La testina dello strumento è solitamente incurvata per facilitare il raggiungimento della porzione linguale più profonda e presenta una forma ergonomica per ridurre il riflesso faringeo del vomito. L’impugnatura, invece, è realizzata con materiali ad elevata resistenza (come plastica, acciaio inox o argento) ed è simile al manico di un comune spazzolino da denti, sia per lunghezza che per conformazione.
Il pulisci lingua va utilizzato dopo aver passato lo scovolino e/o il filo interdentale e dopo aver spazzolato adeguatamente i denti. Per il suo corretto impiego occorre impugnare l’estremità del manico e posizionare la testina sulla superficie della lingua in prossimità della gola. L’errore più comune che viene commesso riguarda proprio la gestualità di questa fase: quando viene utilizzato sulla lingua, infatti, si devono eseguire movimenti singoli che vanno dal fondo della lingua in avanti, mai il contrario. Per essere sicuri di rimuovere tutti i batteri, bisogna effettuare almeno due o tre passaggi sulla superficie linguale, e lo strumento andrebbe utilizzato almeno una volta al giorno, possibilmente la sera prima di andare a letto. Al termine dell’uso si consiglia di riporre il dispositivo nell’apposita custodia per conservarlo in modo igienico, in un ambiente asciutto e pulito. In caso di assenza del raschietto linguale, è possibile effettuare la pulizia della lingua impiegando uno spazzolino da denti a setole morbide. La tecnica di pulizia con tale dispositivo prevede il posizionamento dello spazzolino in orizzontale, tenendo l’impugnatura perpendicolare alla linea centrale della lingua ed eseguendo dei movimenti singoli in avanti, che partono dal fondo della lingua. In alcuni casi è anche possibile impiegare la parte posteriore in gomma degli spazzolini appositamente studiati per agevolare la pulizia linguale.

Per concludere le operazioni di igiene orale, si raccomanda di sciacquare la bocca con il collutorio che contribuisce a rinfrescare l’alito e nel contempo favorisce l’eliminazione definitiva dei residui di placca rimossi precedentemente dagli altri dispositivi.

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