L’innovazione in un microclisma

Le moderne conoscenze scientifiche hanno dimostrato che l’intestino non può essere considerato un semplice organo appartenente al sistema digestivo, poiché in realtà svolge funzioni complesse, per le quali è dotato di un tessuto neuronale autonomo talmente organizzato da poterlo definire un vero e proprio “secondo cervello”. Attraverso questa fitta rete neuronale, il Sistema Nervoso Enterico (SNE), è in grado di governare in piena autonomia tutte le attività della digestione.

Con il termine stipsi s’intende la riduzione della frequenza settimanale delle evacuazioni, difficoltà di svuotamento intestinale, sforzo defecatorio ed emissione di feci scarse e secche, a cui si aggiunge la sensazione di svuotamento intestinale incompleto. La maggior parte dei casi di stipsi non è dovuta a gravi patologie  ma ad errate abitudini alimentari, in particolare legate ad uno scarso apporto di fibre e di liquidi, e comportamentali tra cui la sedentarietà e l’abitudine a sopprimere lo stimolo evacuativo.

Quando si parla di stipsi si fa riferimento ad una visione piuttosto semplicistica del funzionamento del colon, ricordando generalmente due principali funzioni, ossia l’assorbimento di acqua dal chimo per formare  feci semisolide e il trasporto del materiale presente nel lume intestinale fino al momento della sua espulsione. È noto che il tempo complessivo del transito intestinale si riflette sul riassorbimento dell’acqua e quindi sulla consistenza e sul volume delle feci, condizionando in modo rilevante la loro eliminazione all’esterno dell’organismo. Un rallentamento del transito intestinale aumenta, infatti, il riassorbimento dell’acqua e dà luogo alla formazione di feci più dure, esponendo al rischio di insorgenza della stipsi nonché di problemi a livello anale quali, primo tra tutti, la patologia emorroidaria.

La stipsi è una condizione che colpisce tutta la popolazione, bambini e adulti, ma soprattutto anziani e donne in gravidanza. Considerata la fragilità dei soggetti a cui sono destinati i rimedi contro questa problematica, è possibile scegliere dei prodotti innovativi formulati in microclismi e contenenti dei complessi molecolari naturali che sono in grado di facilitare l’evacuazione, attraverso un meccanismo che non irrita la mucosa rettale e la protegge dai processi infiammatori che si instaurano in caso di stipsi.

Tali meccanismi si esplicano mediante un’equilibrata azione evacuante e allo stesso tempo protettiva. L’azione evacuante è dovuta sia all’induzione dello stimolo sia alla capacità della formulazione di favorire lo scivolamento delle feci all’esterno. A differenza delle classiche formulazioni a base di glicerolo, i fitocomplessi non agiscono sul retto attraverso un meccanismo di tipo irritativo, bensì esercitano sulla mucosa rettale una pressione osmotica bilanciata che induce in modo fisiologico il riflesso defecatorio. Una volta attivata la defecazione, la viscosità della formulazione mima l’azione lubrificante del muco fisiologico e coadiuva la fuoriuscita delle feci, evitando, in questo modo, lo sfregamento sulla mucosa rettale delle feci, che in caso di stipsi, sono secche e dure e al passaggio provocano irritazione peggiorando la condizione.

L’azione protettiva è dovuta, oltre che all’azione lubrificante, anche ad altre specifiche azioni. La miscela, infatti, è stata sviluppata in modo da formare sulla mucosa un film protettivo che fa da barriera agli agenti irritanti presenti nelle feci. Questa azione è possibile grazie alle specifiche proprietà muco-adesive dei polisaccaridi ad elevato peso molecolare presenti nella formulazione. Inoltre, la presenza di sostanze ad elevato potere antiossidante presenti nella composizione, protegge la mucosa rettale dai radicali liberi che vengono rilasciati nel corso dei processi infiammatori che si instaurano a seguito del ristagno di feci.

Infine, grazie alle caratteristiche chimico-fisiche, crea un ambiente ostile alla crescita microbica, contrastando l’eventuale prurito anale.

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