Teleangectasie: cosa sono e come trattarle

In anatomia, i capillari vengono definiti come dei piccoli vasi di calibro ridottissimo. Questo termine tuttavia viene utilizzato erroneamente anche per indicare un disturbo abbastanza diffuso chiamato tecnicamente teleangectasia, la cui etimologia deriva dal termine che gli antichi greci impiegavano per indicare una lesione visibile dei piccoli vasi del sangue: telos (fine), angeion (vaso), ektasis (dilatazione), ovvero dilatazione della fine del vaso. Le teleangectasie consistono, infatti, nell’ingrossamento di capillari e di altri vasi sanguigni superficiali, i quali assumono l’aspetto di arborescenze sinuose di colore bluastro o rossastro e divengono visibili oltre l’epidermide.

Le teleangectasie si manifestano come microvarici che possono assumere diverse forme: lineari, circolari, reticolari, a ciuffo, a chiazze o a ragnatele. Allo stesso modo, le teleangectasie possono assumere differenti colorazioni che vanno dal viola al blu e al rosso. Inoltre, possono apparire in leggero rilievo (papule), con o assenza di arborizzazioni.

Le cause e i fattori di rischio che portano allo sviluppo dei capillari sono molteplici e tra le più diffuse troviamo:

  • Familiarità: i capillari rotti sono un disturbo ereditario. Le persone con genitori che soffrono di fragilità capillare hanno più probabilità di sviluppare a loro volta questo disturbo.
  • Età: le varici sono più visibili all’età di 50-60 anni, ovvero quando i capillari cominciano a perdere l’elasticità e le valvole all’interno delle vene si indeboliscono provocando ristagno ematico venoso. Ciò aumenta la pressione all’interno di vene e capillari provocandone la rottura.
  • Gravidanza: l’ingrossamento dell’utero può comprimere la vena cava causando l’aumento della pressione all’interno delle vene della gamba. A causa di questo fenomeno le valvole venose cominciano a non funzionare correttamente, quindi il sangue ristagna e provoca lo sviluppo di vene varicose.
  • Sesso: sono più comuni nelle donne.
  • Squilibri ormonali: sono un altro fattore che può colpire la resistenza delle vene dei capillari. Un elevato livello di estrogeni e progesterone può dilatare le vene e i capillari; pertanto, la gravidanza, la pillola anticoncezionale e gli altri tipi di trattamento agli estrogeni possono aumentare il rischio di avere capillari. D’altra parte un livello troppo basso può ridurre la capacità delle vene di resistere alla pressione, oltre che ad aumentare il rischio d’ipertensione, quindi i capillari rotti sono molto frequenti menopausa.
  • Insufficienza venosa cronica.
  • Attività professionale: sono particolarmente colpite le persone che stanno molte ore in piedi o vicino a fonti di calore, come ad esempio i fornai.

Altre possibili cause sono rappresentate da: esposizione eccessiva a fattori ambientali come sole e temperature calde in generale, una lesione o un trauma alle gambe, alcolismo, disturbi del fegato, presenza di cellulite.

Le teleangectasie sono normalmente asintomatiche, nonostante comportino un’evidente alterazione dell’aspetto della pelle. Oltre a questo, talvolta, le teleangectasie potrebbero causare prurito e, in questi casi, è bene non sottovalutarla e rivolgersi al medico al fine di escludere la presenza di eventuali patologie non ancora diagnosticate. In altri casi, invece, le teleangectasie sono correlate a sanguinamenti, in particolar modo se le lesioni interessano la cute, le mucose e l’apparato digerente. Se le emorragie si ripetono nel tempo e si manifestano con una certa frequenza, il soggetto che ne è affetto potrebbe presentare una forma anemica anche grave.

Naturalmente, il trattamento da effettuare, dipende dal tipo di teleangectasia di cui soffre il paziente e soprattutto dalla sua causa scatenante.

L’ozonoterapia mira a guarire i capillari procedendo alla rivascolarizzazione; pertanto, l’ossigeno impiegato nel trattamento ripristina il corretto flusso ematico all’interno dei capillari, ossigenando il sangue. L’ozonoterapia endocapillarica è un trattamento rivoluzionario per la cura dei capillari divenuti visibili sulle gambe e grazie a questo trattamento l’inestetismo scompare completamente senza effetti collaterali. Le sedute di ozonoterapia durano circa 30 minuti e ne occorrono da 8 a 15 per risolvere completamente il problema. Al termine di ogni trattamento non si devono indossare bendaggi ed è possibile tornare tranquillamente alla propria quotidianità.

La scleroterapia è il trattamento d’elezione per capillari di diametro superiore a 1 mm e di colore blu e viola scuro e consiste nell’iniettare all’interno dei capillari una soluzione in forma liquida o sotto forma di schiuma attraverso l’ausilio di piccoli aghi. Questo innesca un processo infiammatorio che porta all’occlusione dei vasi capillari con conseguente schiarimento e scomparsa degli stessi. Generalmente, sono necessarie più sedute intervallate da una pausa di circa quattro settimane al fine di consentire all’organismo di rispondere allo stimolo infiammatorio e ripristinare un corretto drenaggio.

La scleroterapia non richiede anestesia e viene effettuata in regime ambulatoriale. Dopo il trattamento, il paziente può camminare e tornare alle proprie attività.

La laserterapia è indicata nel trattamento dei capillari fini e superficiali (da 0,1 a 1 mm di diametro) che non possono essere inoculati con l’ago della scleroterapia. La fotocoagulazione laser agisce sulle vene di colore rosso e viola chiaro; in questo caso, i capillari vengono trattati attraverso l’applicazione transdermica quando la luce colpisce direttamente il vaso sanguigno chiudendolo, oppure mediante l’applicazione endoperivenosa quando il capillare viene chiuso per contatto diretto con la fibra ottica.

Nelle settimane precedenti al trattamento laser il paziente deve evitare assolutamente l’esposizione ai raggi solari, le lampade UV e tutti i farmaci che aumentano la sensibilità della pelle alla luce, come alcuni antibiotici, chemioterapici e farmaci fotosensibilizzanti.

Durante la seduta il fascio di luce è indirizzato con precisione su ogni vaso sanguigno che deve essere trattato. Il fastidio prodotto dal calore del laser può essere contrastato con l’applicazione di una crema anestetica. La pelle potrebbe apparire leggermente arrossata e potrebbe presentare delle crosticine sottili che si risolveranno spontaneamente nel giro di due o tre settimane. Dopo la terapia è necessario proteggere l’area con filtri solari ad alta protezione.

Una possibile alternativa al trattamento laser è rappresentata dalla terapia farmacologica, attraverso medicinali per via orale, creme medicinali che si possono utilizzare per i capillari rotti e/o creme che contengono una grande quantità di flavonoidi. Inoltre, il trattamento delle teleangectasie prevedono il ricorso a numerosi principi fitoterapici tra cui: mirtillo e ippocastano che rinforzano le vene, rusco dalle proprietà vasocostrittrici, centella asiatica, amamelide e vite rossa.

 

Infine, per prevenire la comparsa o il peggioramento dei capillari è necessario adottare i seguenti accorgimenti:

  1. Prediligere una dieta sana ed equilibrata, ricca di vitamine, flavonoidi e fibre, mangiare molta frutta e verdura ricche di vitamina C e K (per esempio agrumi, spinaci, cavolfiori, ecc),
  2. Evitare cibi salati, perché il sodio in eccesso provoca ritenzione idrica che può aumentare la pressione nei vasi sanguigni,
  3. Svolgere una regolare attività fisica quotidiana,
  4. Evitare le cerette a caldo,
  5. Evitare tacchi alti e indumenti troppo aderenti,
  6. Indossare calze elastiche,
  7. Evitare l’abitudine di accavallare le gambe in posizione seduta,
  8. Mantenere un peso corporeo adeguato per evitare di applicare più pressione sulle vene,
  9. Evitare di stare nella stessa posizione (seduto o in piedi) per molto tempo, quando non fosse possibile è consigliabile fare delle brevi pause sollevando le gambe per pochi minuti.